mercoledì 9 ottobre 2019

Dispersione scolastica

Dispersione scolastica, l'esercito nascosto dei diplomati «analfabeti»

(foto da www.corriere.it)

Sembrerebbe una disfatta: 21 per cento nel Lazio, un ragazzo su cinque; 23 per cento in Molise, quasi uno su quattro; 25,7 in Basilicata e 26,8 in Puglia. E poi: Campania (31,9), Calabria (33,1), Sicilia (37) e Sardegna (37,4). Sono tantissimi e sono i ragazzi e le ragazze che il nuovo studio dell’Invalsi sulla «dispersione scolastica implicita», firmato da Roberto Ricci, considera perduti dal sistema scolastico. Quelli che non finiscono le scuole superiori più quelli che arrivano sì al diploma finale ma con un livello di conoscenze così basso che quel pezzo di carta non gli servirà a nulla.

eurostat
(foto da internet)

Di solito questa seconda categoria non si conta nei dati ufficiali, quelli che hanno fatto dire al premier Giuseppe Conte nel discorso di insediamento che «la dispersione scolastica resta un’emergenza». Negli ultimi due anni, complice la crisi, i giovani fra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato la scuola prima del traguardo finale sono tornati a crescere attestandosi sopra il 14 per cento. Quartultimi in Europa. Peggio solo la Romania, Malta e Spagna, mentre si è stati superati anche dalla Bulgaria. Questi ragazzi che la scuola perde sono condannati alla marginalità sociale. Molti finiscono nei cosiddetti Neet: non studiano né lavorano e nei contesti più svantaggiati diventano preda della criminalità.

Risultato immagini per neet abbandono scolastico
(foto da internet)

Ma non ci sono solo loro. C’è un altro esercito di ragazzi che la scuola «perde» anche se arrivano in fondo. A farli uscire dal cono d’ombra ci ha pensato l’Invalsi, usando i dati delle rilevazioni fatte all’ultimo anno delle superiori. Ragazzi che pur avendo in tasca un diploma di scuola superiore non sono in grado di capire un libretto di istruzioni di media difficoltà, figuriamoci un modulo assicurativo o bancario. Qualcuno potrà pensare che paragonarli ai «dispersi» veri e propri sia un’esagerazione retorica. Ma, purtroppo, non è così. Quelli che nei test Invalsi arrivano al massimo al livello due su cinque in italiano e matematica e sotto il B1 di inglese sono studenti che stanno per prendere il diploma ma è come se non avessero frequentato la scuola perché hanno le stesse competenze di ragazzini di terza media o al massimo di seconda superiore. In Italia sono il 7,1 per cento, nelle scuole del Nord non superano il 3-4 per cento, ma in regioni come la Calabria sono più del doppio.

Risultato immagini per abbandono scolastico criminalità emarginazione
(foto da internet)

Se si sommano a quelli che hanno abbandonato la scuola prima di arrivare al traguardo, il totale è da brivido: 22,1 per cento, più di un giovane su 5. Ma le differenze regionali sono enormi, tanto da disegnare una mappa dell’Italia spaccata in tre parti, dove solo Veneto, Friuli-Venezia Giulia e provincia di Trento riescono a stare vicino o sotto l’obiettivo europeo del dieci per cento di giovani che abbandonano la scuola in anticipo, mentre le altre regioni del Centro-Nord sono fra il 15 e il 20 e al Sud si supera il 25% con punte ben oltre il 30 in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Dispersione scolastica, l’esercito nascosto dei diplomati «analfabeti»
(foto da internet)

Eppure sarebbe possibile individuare precocemente i soggetti più a rischio, se solo lo si volesse. Sono coloro che già alla fine della terza media non raggiungono i traguardi attesi: il 14,4 per cento su base nazionale, fra il 25 e il 30 per cento al Sud e nelle isole. Questi ragazzi a 14 anni hanno accumulato un ritardo negli apprendimenti che è quasi impossibile recuperare «dopo». Di fronte a un fenomeno di questa gravità l’impegno dei singoli docenti e delle singole scuole non può bastare, perché è evidente come dice la presidente dell’Invalsi Anna Maria Ajello che «la dispersione è prima di tutto un fenomeno sociale e poi scolastico. E inizia fin dalla composizione delle classi, visto che in certe aree del Paese si dividono ancora gli studenti per provenienza e censo».


domenica 6 ottobre 2019

La Cappella del Barolo



(foto da internet)


Il Barolo è un vino italiano chiamato re dei vini e vino dei re. È un vino rosso prodotto con uve Nebbiolo in purezza che deve affinare per almeno 3 anni, di cui almeno 18 mesi in botte. Con 5 anni di affinamento diventa Barolo Riserva. Il vitigno è fragile e i grappoli hanno bisogno di una lunga maturazione che si protrae fino a novembre inoltrato.
Il Barolo ha un colore rubino trasparente, che vira verso l’aranciato mano a mano che aumentano gli anni. 
Il suo bouquet è pieno di piccoli frutti rossi come lamponi e ribes nero, ciliegie sotto spirito, fiori appassiti, lacca, spezie, cuoio, pepe verde, anice, noce moscata e liquirizia.
Al palato è elegante e misurato, con deliziose note di liquirizia e caffè.



(foto da internet)

Il Barolo si produce nell'incantevole territorio delle Langhe, in Piemonte, nei comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Serralunga d’Alba e Verduno.
Nel Comune de La Morra, oltre ai vigneti e agli splendidi paesaggi, c'è un piccolo gioiello tutto da scoprire: la Cappella del Barolo, precedentemente nota come Cappella della SS. Madonna delle Grazie e chiamata anche Cappella delle Brunate, un edificio mai consacrato situato restaurato, nel 1999, dagli artisti Sol LeWitt e David Tremlett.
L'edificio, costruito originariamente nel 1914 da alcuni contadini che lavoravano nelle campagne e vigneti circostanti, venne impiegato come luogo di rifugio e riparo temporaneo in caso di temporali o altri agenti atmosferici. 





(foto da internet)

Nel 1970 la struttura fu acquistata insieme ai terreni circostanti dalla famiglia Ceretto, assieme a 6 ettari del prestigioso vigneto di Brunate. Dopo essere caduta in disuso e dopo anni di abbandono, nel 1999 fu restaurata dagli artisti Sol LeWitt, che si occupò del rifacimento esterno, e David Tremlett, che ridipinse tutto l'interno. Dopo la ristrutturazione, l'edificio si caratterizza, sia dentro che fuori, da uno stile colorato con vari giochi di colori contraddistinto da una trama variopinta. La Cappella che da rudere si è trasformata in uno degli edifici più noti del territorio grazie alla reinterpretazione realizzata dagli artisti sopraccitati è una delle attrazioni del comprensorio.  




                                  (foto da internet)

L'idea per la ristrutturazione nacque di fronte ad un bicchiere di Barolo e alla maestosità del paesaggio. A LeWitt e Tremlett piacque l'iniziativa e dopo essersi divisi i compiti, hanno dato vita ad un edificio che è una splendida testimonianza di arte contemporanea: un piccolo gioiello immerso nella campagna piemontese  circondato da vigneti e piante da scoprire. L’azienda Ceretto propone la visita della Cappella e anche altre iniziative culturali e gastronomiche: degustazioni, tour, visite guidate e molto altro. 


venerdì 4 ottobre 2019

Una farmacia particolare



(foto da internet)

È nata a Firenze la prima farmalibreria, una farmacia molto peculiare che cura con i romanzi. Si chiama Piccola farmacia letteraria, ed è in funzionamento già da qualche mese. Grazie ai social e al sito web, la sua popolarità si è improvvisamente impennata. La libreria-farmacia sta ricevendo, infatti, richieste di acquisto anche dall’estero!

Le maggiori petizioni girano attorno allo scottante tema della delusione: amori che finiscono, perdita di un posto di lavoro,  un amico che ci abbandona, ecc.
Secondo la patologia del lettore, la farmacia-libreria consiglia un titolo che, come succede con le medicine, ha le sue proprie indicazioni, gli effetti collaterali e la posologia. Qui, però, ci si cura esclusivamente con i libri.




(foto da internet)


L'ideatrice della libreria è Elena Molini, una giovane 35enne, che ha aperto l'attività in via di Ripoli, a Firenze. 

Tutti i libri proposti sono stati letti da Elena e recensiti in base allo stato emotivo tramite i cosiddetti bugiardini: e cioè dei foglietti illustrativi che guidano il futuro lettore tra tristezza, depressione, amore, felicità, lutto, amicizia, e quant'altro. 
I bugiardini più complessi e delicati sono stati creati dalla sorella di Elena che fa la psicologa. 
Visto il grosso successo dell'iniziativa, Elena ha dovuto registrare il marchio e mettere il copyright sui bugiardini.



(foto da internet)


Elena Molini prima di aprire la farmacia letteraria lavorava per una grande catena di librerie e grazie alla sua esperienza ha trovato l'idea. 
Le clienti più frequenti e più fedeli sono le donne giovani che le chiedono un libro per poter sopportare le pene d'amore, per ritrovare l'autostima o per iniziare a leggere. Gli uomini, invece, si orientano sui libri legati al viaggio sia spirituale sia avventuroso.
I  libri e i bugiardini della farmacia saranno disponibili a breve anche mediante anche un e-commerce, che sarà attivo tra circa 20 giorn


mercoledì 2 ottobre 2019

Buon compleanno wi-fi!

(foto da internet)

In un mondo ormai sempre più iper connesso, per molti la svolta è stato l’arrivo del Wi-Fi. Lo scorso lunedì 30 settembre, a tal proposito, questa tecnologia ha compiuto 20 anni, durante i quali ha permesso a privati, aziende, famiglie di essere costantemente online, aiutando gli individui a rimanere in contatto e a portare a termine il proprio lavoro. In un documento di Cisco, società specializzata nel networking, che fa parte di Wi-Fi Alliance - organizzazione nata nel ‘99 con lo scopo di guidare l’adozione di un unico standard per la banda larga senza fili - ha sintetizzato i punti salienti di questa tecnologia, dagli inizi ai successivi sviluppi.
(foto da internet)

La concezione di dispositivo mobile e la possibilità di essere on line pressoché ovunque ha iniziato a compiere i primi passi proprio nel 1999 quando la tecnologia per la trasmissione di dati senza fili è stata immessa sul mercato. Però, in verità le cose non sono andate proprio così. Per quanto il 30 settembre venga festeggiato come il compleanno del WI-FI, questo acronimo non è nato nel 1999 e non è un nome di una tecnologia, ma bensì quella di sei aziende (3Com, Aironet, successivamente acquisita da Cisco, Intersil, Lucent Technologies, Nokia e Symbol Technologies) che fondarono una alleanza tecnologica e commerciale, la WECA per certificare le schede e i dispositivi che permettevano la trasmissione senza fili di dati. Il termine WI-Fi - con il suo logo - fu creato nel 2002 con il cambio di acronimo dell'associazione che da WECA diventò, appunto, WI-FI Alliance.
Auguri!

lunedì 30 settembre 2019

Dimagrire pensando a Pioppi


(foto da internet)


Cari chiodini vicini e lontani, eccoci di nuovo on line dopo le vacanze estive. Se vi siete dati ai bagordi e volete dimagrire un po', vi consigliamo di fare un salto a Pioppi, una frazione di pescatori del Cilento, in provincia di Salerno, di circa 300 abitanti, facente parte del Comune di Pollica.
Pioppi è una rinomata località balneare, nota in tutto il mondo per essere la patria della dieta mediterranea, i cui benefici sulla salute sono stati a lungo studiati dal fisiologo Keys e dal noto cardiolgo Stamler.
Il nome del borgo deriva probabilmente dal termine greco Oplopoi, fabbro, e che indicava la grande attività portuaria che vi si svolgeva, da cui il toponimo attuale. 
Il porto di Pioppi, infatti, fu approdo sicuro in caso di tempesta  e veniva destinato alle riparazioni delle navi.
Nel borgo vi sono alcuni monumenti di interesse, tra cui segnaliamo il Castello Vinciprova, edificato nel XVIII secolo dalla famiglia Ripoli, proveniente dalla Spagna. Recentemente il castello è stato donato dagli ultimi rappresentanti dei Vinciprova al Comune di Pollica, che lo ha destinato a finalità museali e divulgative con l'istituzione del Museo vivo del mare.



(foto da internet)

Merita una visita la Chiesa del Carmine, dedicata alla Madonna del Carmine, che venne fondata agli inizi del '600. Subito divenne un centro di culto, perché un quadro della Madonna, che vi si venerava, era ritenuto miracoloso. L'afflusso di pellegrini determinò il sorgere di una fiera in concomitanza con la festa del 16 luglio. A Pioppi nel primo fine settimana di settembre, si tiene la bellissima Sagra del Pesce azzurro, una manifestazione molto seguita nel Cilento, che celebra l’alice, considerata l’alimento base della Dieta mediterranea.
Pioppi è la località più longeva del mondo, con abitanti che facilmente superano i 100 anni in ottima salute. 
Il dottor Malhotra, nel suo libro The Pioppi Diet, spiega quali sono i segreti dell’alimentazione e dello stile di vita che permettono agli abitanti di Pioppi di godere di una salute d’acciaio.




(foto da internet)

Innanzitutto, gli abitanti del borgo fanno un uso molto basso di zuccheri. La dieta di Pioppi prevede inoltre, un largo uso di verdura, di pesce e di olio di oliva, mentre limitano molto l’utilizzo di prodotti latto-caseari, carne e carboidrati raffinati. Pasta e pane, infatti, vengono sì consumati, ma in piccole dosi.
A dare man forte ad un’alimentazione ottimale, si aggiunge anche il sano stile di vita degli abitanti di Pioppi, che, a quanto pare, sono in costante in movimento. Un altro fattore importante è il tempo dedicato al sonno e al riposo notturno, che non dev’essere più breve di 7 ore.


(foto da internet)


Come raccontano gli anziani della frazione, in passato c’erano anche momenti di digiuno intermittente dettato dai bisogni e dai lavori, che però sono risultati come una pratica molto sana. 
Quindi, fate attenzione: inserite nella vostra alimentazione una giusta integrazione di grassi saturi, un basso utilizzo di zuccheri, carboidrati raffinati, prodotti latto-caseari e carne; usate pure l'olio extravergine d’oliva ad ogni pasto; date spazio alle uova perché molto nutrienti e ricche di proteine; mangiate la verdura ogni giorno e dormite almeno 7 ore a notte. 
Per finire, fate attività fisica.
Meditate, gente, meditate...

venerdì 17 maggio 2019

Celo, manca


(foto da internet)



Ebbene sì, siamo tuttora un po' nostalgici del celo, celo, manca che segnò l'infanzia di molti di noi, incollati (letteralmente) all'album dei calciatori italiani della celebre casa di figurine Panini. Non ci aspettavamo, però, che a sostituire i giocatori in mutande (per dirla alla Brera) ci fossero proprio loro: i politici!
È vero che le elezioni amministrative sono una prova di forza importante, un rito che si consuma quasi sempre uguale a sé stesso, che coinvolge migliaia di persone, intere famiglie, condomini, quartieri, paesi, e che, in mezzo a questa folla di persone, ci sono -udite, udite- i collezionisti di santini, i cultori delle elezioni. Tutto per loro c'è l’album per collezionare i santini elettorali!
Ideato due anni or sono per le elezioni comunali di Martina Franca, e poi diffuso sul territorio nazionale durante le ultime elezioni politiche, l’album Santini si può scaricare gratuitamente dal sito albumsantini.it e chiunque può stamparsene una copia per tenere traccia della raccolta dei santini elettorali per queste elezioni comunali 2019.
Massimiliano Martucci è tra gli ideatori dell’album Santini, anche se l’idea dell’album sarebbe nata, in realtà, grazie al suo barbiere, il quale collezionava, dal lontano 1987, i santini delle elezioni amministrative della città su grandi quaderni a quadretti, di quelli che si usavano a scuola.




(foto da internet)


Martucci ha pensato di aiutarlo nell'impresa, realizzando un album dove poter raccogliere i santini elettorali. Poche copie che sono andate a ruba, perché in realtà in giro ci sono molti collezionisti, che, silenziosamente, collezionano i santini, spesso se li scambiano, come fossero figurine dei calciatori (celo, manca...). L’album è un modo per omaggiare la pazienza di coloro che raccolgono i santini, custodiscono la memoria politica locale e di fatto impediscono che tutta quella carta vada a finire nella spazzatura.
Secondo Martucci l’album è uno strumento per favorire la partecipazione politica, la memoria e la democrazia locale. La scelta di non stamparlo è determinata dalla volontà di non impattare sull’ambiente: chiunque voglia può usare il file liberamente scaricabile e stamparselo ovunque voglia. 
E allora, in questa tornata elettorale, perché non collezionare i santini dei candidati più simpatici e divertenti? Si potrebbe iniziare da Maria (detta Lucia) Rollo, candidata alle amministrative a Lecce con la lista Sinistra Comune, la quale gioca sul doppio senso del suo nome e cognome. En passant, dà una stoccatina anche al ministro dell’Interno Matteo Salvini che si è di recente scagliato contro i negozi di cannabis legale. Io voto Maria (uno dei tanti modi di denominare la marijuana in Italiano) Rollo (dal verbo rollare>>) è davvero un ottimo slogan, specialmente se scritto su un pacchetto di carta per le sigarette da rollare!






(foto da internet)

O ancora Carlo Goldoni, candidato della Lega, che sceglie di giocare anch'egli con i doppi sensi: il suo cognome, infatti, è uguale al termine gergale con cui in alcune regioni del Nord sono chiamati i preservativi... e allora Goldoni per tutti!
E poi c'è Dante Cattaneo che ironizza sul suo nome e si presenta sul santino con un copricapo alla Dante Alighieri e annuncia che Questa Europa è un Inferno, diventi un Paradiso!
Si continua con Lucia Zippo, candidata alle amministrative di Novi Ligure, con il Movimento Cinque Stelle, che ha pubblicato un santino in cui appare l'omonimo accendino zippo. 
Poi ci sono i poeti: leghista fa rima con dentista. Claudio Giordanengo, 62 anni, dentista, candidato a Saluzzo con la Lega a sostegno della sindaca Alessandra Piano, promette a chi lo voterà visite odontoiatriche gratuite. 





(foto da internet)

Per finire, ecco l'idea di Giorgio Pala, candidato alle amministrative di Lecce con la lista Lecce Città Del Mondo, appoggiata da Fratelli d’Italia, con un santino in cui appare con una bella pala (omonima) rossa in mano per seppellire la cattiva politica. 
Nel frattempo, c'è anche chi ha lanciato un evento presenziale, ad Imperia, in Liguria, chiamato “CeloManca”,  per lo scambio di “santini” stampati dai candidati per le prossime elezioni comunali. In pochi giorni, sono stati numerosi quelli che hanno iniziato a commentare e a partecipare, su Facebook, a questo simpatico gioco come fosse la raccolta delle figurine di quando eravamo ragazzini. 

Le regole per partecipare all'evento, tutte impostate sul bon ton,  sono chiare: 
a) Si sorride sempre, non si fa polemica, non si litiga e non si fanno risse.  

b) Si entra, si saluta, si guardano le bacheche, si mangia e beve qualcosa e si esce fuori per far entrare gli altri, se c’è troppa gente. 





(foto da internet)

c) Ci sarà un tavolino su cui verranno appoggiati dei santini in ordine sparso, senza differenze tra partiti o sindaci. I partecipanti all'evento potranno prendere quello che vogliono e, se vogliono, potranno lasciarne altri, possibilmente mettendoli in ordine. 

d) Ci sarà una poltrona bianca su cui i vari candidati potranno farsi fotografare dentro una cornice così da rimanere per sempre impressi nell’evento.
e)  Chi lo desidera potrà farsi fotografare con i candidati presenti.
Meditate, gente, meditate.


p.s. cari chiodini vicini e lontani, siamo giunti alla fine dell'anno scolastico. Il nostro blog chiude per le vacanze estive. Torneremo on line, come sempre, a settembre. 
Buone vacanze!
















































mercoledì 15 maggio 2019

Uno scontrino da shock

Risultati immagini per viale vaticano bar Fe.Ma
(foto da internet)

Due hamburger pagati come caviale, il caffè così eccezionale da pensare che sia sbarcato in aereo direttamente dal Brasile. Totale dell’esoso pasto per due visitatori in gita al Vaticano, ben 81,60 euro. La coppia, basita e furente, però poi ha postato lo scontrino dorato sui social ed è diventato l’ennesimo caso di «turisti spennati» a Roma, come raccontato anche dal sito Corriere della Città. Conto a dir poco salato, più simile a quello di un ristorante di lusso, che stando alla ricevuta risale al 9 maggio scorso, pagato nel Caffè Vaticano, poco distante da San Pietro. Un caffè già oggetto su Tripadvisor di numerose critiche proprio per i costi esorbitanti delle vivande più semplici. E ancora una volta i social si sono fatti eco della vergogna e hanno diffuso questo triste imbroglio. 

Roma, due hamburger e due cappuccini: 81 euro. E lo scontrino finisce sui social
(foto da www.corriere.it)

Nel dettaglio lo scontrino lascia poco spazio a dubbi: due hamburger per 50 euro, un caffè americano doppio (otto euro) e due cappuccini anche questi doppi (che in Italia poi è una definizione ben poco utilizzata) pagati ben 16 euro. Al conto si aggiunge il servizio al tavolo che varrebbe un più 10%, del valore di poco meno di 8 euro. Ed ecco il costo del pasto «frugale» di quasi cento euro dei due turisti, che probabilmente avrebbero speso in altro modo la cifra e che difficilmente si fideranno a mangiare ancora in un locale della Capitale.

Insomma... sembra proprio il caso di dire... Attenti al lupo!


lunedì 13 maggio 2019

Le Rampe del Poggi



(foto da internet)

Sono state ristrutturate a Firenze le Rampe di Giuseppe Poggi (vedi>>), e cioè la via in stile neo-manierista costruita dall’architetto fiorentino che da Porta San Niccolò porta al piazzale Michelangelo. 
La presentazione delle nuove Rampe sarà festeggiata sabato 18 maggio con un grande evento articolato lungo l’arco dell’intera giornata, dalle 16 alle 23, con una folta serie d’iniziative gratuite nel rione di San Niccolò. Il restauro, curato dal Comune di Firenze, è stato finanziato dalla Fondazione CR Firenze nell’ambito dei progetti Art Bonus e ha riportato le Rampe all’idea originaria dell’architetto Giuseppe Poggi, artefice della rivoluzione urbanistica di Firenze nel periodo in cui fu capitale d’Italia. 




(foto da internet)

Si è realizzato, a tempi di record in soli 225 giorni di lavoro, un nuovo impianto idrico, basato su pozzi artesiani, per ridare vita alle cascate e alle vasche sovrastanti piazza Poggi, si sono consolidate delle parti in distacco, e si è proceduto a sigillare delle fessure, ad impermeabilizzare delle vasche, a sostituire dei materiali lesionati e a ripristinare della vegetazione prevista in origine (ninfee, edera, begonie, iperico). 
Le Rampe hanno una superficie di 6.700 metri quadrati e furono realizzate tra il 1872 (l'anno successivo al trasferimento della Capitale da Firenze a Roma) e il 1876. 



(foto da internet)

Finora le Rampe erano coperte dalla fitta vegetazione, rovinate dal tempo e dalle intemperie, prive dei loro giochi d’acqua e poco conosciute per questo anche da molti fiorentini.
Il programma di sabato 18 maggio prevede una serie di spettacoli teatrali, di musica dal vivo, di circo contemporaneo e laboratori didattici per i più piccoli, senza dimenticare le visite guidate alla Rampe restaurate e agli splendidi Giardini dell’Iris e delle Rose, per finire con un grande spettacolo serale con giochi di luci, suoni, colori.

venerdì 10 maggio 2019

Il negro bianco



(foto da internet)

Fausto Leali è stato un grande cantante italiano degli anni '60; grazie alla sua voce roca e aggressiva, molto black, in netto contrasto con gli schemi della melodia italiana di quegli anni, Leali fu soprannominato il Negro bianco.
Iniziò la sua attività musicale come cantante solista in alcuni gruppi di Brescia, la sua città natale. Poco tempo dopo, con un gruppo di Alessandria, I Novelty, incise i primi 45 giri, tra i quali due cover dei Beatles, Please please me e Lei ti ama (She loves you).
Fausto Leali conobbe un grosso successo di pubblico nel 1967 con la canzone A chi (versione italiana di Hurt, una canzone americana di Roy Hamilton, lanciata negli Stati Uniti da Timi Yuro). 
Interpretò magistralmente il brano Senza luce, versione italiana del singolo di Procol Harum (A Whiter Shade of Pale), già cantato con successo dai Dik Dik. 
Nel 1969 conobbe un altro importante successo con la canzone Solo lei. 
Dopo un periodo d'ombra, tornò alla ribalta nel 1976 con Io camminerò scritta da Umberto Tozzi portandola ai primi posti della Hit Parade e, nel 1980, con una particolarissima versione di Malafemmena , la celebre canzone scritta da Totò.




(foto da internet)

Partecipò varie volte al Festival di Sanremo, con discreti piazzamenti: nel 1987 guadagnò un quarto posto con Io amo e l'anno dopo ottenne un quinto posto con Mi manchi.
Nel 1989, assieme con Anna Oxa, vinse il festival con la canzone Ti lascerò.
Nel 2006 pubblicò un originalissimo album intitolato Profumo e kerosene (vi proponiamo la sua originale versione di Non Credere, scritta da Mogol e resa celebre da Mina) dove sono presenti 10 brani inediti con un particolare sound.
Vi lasciamo con due chicche: la prima è la bellissima canzone Un'ora fa, del 1969, e la seconda è la particolarissima Angeli negri, versione italiana di Angelitos negros dell'indimenticabile Antonio Machín.



mercoledì 8 maggio 2019

Il falso cibo Made in Italy

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(foto da internet)
Sale ad oltre 100 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo con un aumento record del 70% nel corso dell'ultimo decennio, per effetto della pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che richiamano all'Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. È quanto emerge dall'analisi Coldiretti e Filiera Italia in occasione dell'apertura di Tuttofood, la World Food Exibition che si svolge alla Fiera di Milano fino a domani, 9 maggio. Gli ultimi casi più eclatanti di falso Made in Italy a tavola sono stati svelati con l'anteprima della mostra su «L'inganno del falso Made in Italy nel piatto». Un fenomeno che rischia di moltiplicarsi con le nuove guerre commerciali a partire dai dazi Usa nei confronti dell'Unione Europea (e della Cina). A far esplodere il falso, che ruba all' Italia trecentomila posti di lavoro, è stata paradossalmente la «fame» di Made In Italy all'estero con la proliferazione di imitazioni low cost ma anche le guerre commerciali scaturite dalle tensioni politiche, come dimostra l'embargo russo, con un vero boom nella produzione locale del cibo Made in Italy taroccato, dal salame Italia alla mozzarella `Casa Italia´, dall'insalata `Buona Italia´ alla Robiola, ma anche la mortadella Milano, Parmesan o burrata tutti rigorosamente realizzati nel Paese di  Putin. 

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A preoccupare è ora - continuano Coldiretti e Filiera Italia - l’emergere di misure protezionistiche e la chiusura delle frontiere a partire dalla minaccia di Trump che mettere i dazi sui prodotti europei con la pubblicazione di una black list dei prodotti europei da colpire per un importo complessivo di 11 miliardi di dollari che comprende anche importanti prodotti agroalimentari di interesse nazionale come i vini tra i quali il Prosecco ed il Marsala, formaggi, ma anche l’olio di oliva, gli agrumi, l’uva, le marmellate, i succhi di frutta, l’acqua e i superalcolici tra gli alimentari e le bevande colpite. Con i dazi aumenterebbero i prezzi dei prodotti italiani sul mercato americano e sarebbero più competitive le falsificazioni ottenute sul territorio statunitense e quelle provenienti da Paesi non colpiti dalle misure di Trump. 
Basta pensare che il 90% dei formaggi di tipo italiano in Usa - sottolinea la Coldiretti - sono in realtà realizzati in Wisconsin, California e New York, dal Parmesan al Romano senza latte di pecora, dall’Asiago al Gorgonzola fino al Fontiago, un improbabile mix tra Asiago e Fontina. Ma il problema riguarda tutte le categorie merceologiche come l’olio Pompeian made in Usa, i salumi più prestigiosi, dalle imitazioni del Parma e del San Daniele alla mortadella Bologna o al salame Milano, senza dimenticare i pomodori, come il San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti. Un pericolo che - precisano Coldiretti e Filiera Italia - riguarda anche la Brexit poiché nel caso di uscita della Gran Bretagna senza accordo con l’Unione Europea non sarebbe garantita la stessa tutela giuridica dei prodotti a denominazione di origine che, senza protezione europea, rischiano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione. Basta pensare ai casi, smascherati in passato in Gran Bretagna, della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina fino ai wine kit o ai parmesan kit.
(foto da internet)

Nonostante il record fatto segnare nelle esportazioni agroalimentari Made in Italy che nel 2018 hanno raggiunto il valore di 41,8 miliardi, oggi più di due prodotti di tipo italiano su tre venduti nel mondo sono falsi con il fenomeno del cosiddetto italian sounding che colpisce in misura diversa tutti i prodotti, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi ma anche extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti. In realtà a differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia, a taroccare il cibo italiano non sono i Paesi poveri, ma soprattutto quelli emergenti o i più ricchi a partire proprio dagli Stati Uniti e dall'Australia.

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(foto da internet)

In testa alla classifica dei prodotti più taroccati secondo la Coldiretti ci sono i formaggi, a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, con la produzione delle copie che ha superato quella degli originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan diffuso in tuti i continenti. Ma ci sono anche le imitazioni di Provolone, Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago o Fontina. Tra i salumi sono clonati i più prestigiosi, dal Parma al San Daniele, ma anche la mortadella Bologna o il salame cacciatore e gli extravergine di oliva o le conserve come il pomodoro San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti. Dal Bordolino argentino nella versione bianco e rosso con tanto di bandiera tricolore al Kressecco tedesco, oltre al Barbera bianco prodotto in Romania e al Chianti fatto in California, il Marsala sudamericano e quello statunitense sono invece solo alcuni esempi delle contraffazioni e imitazioni dei nostri vini e liquori più prestigiosi.