lunedì 14 aprile 2014

Dal portavivande alla schiscetta


(foto da internet)

Alla voce portavivande, o portapranzi, il dizionario Treccani afferma: composto di portare e vivande, il nome è dato specialmente ai tipi più perfezionati, con recipienti spesso contenuti a loro volta in un involucro esterno, a chiusura ermetica, che consente l’isolamento termico.

L'oggetto in questione, dicesi, con voce milanese bellissima, anche schiscetta. Il termine deriva dal verbo schiscià, che significa schiacciare, premere
Nel 2014, e sembra che la cosa duri, la schiscetta è tornata di moda, simbolo del risparmio economico (e noi crediamo che sia proprio questo il motivo della nuova tendenza), ma anche rito, espressione dell'appartenenza di classe, filosofia di vita, insomma una (quasi) svolta generazionale
E' nato così anche il termine schiscettaro/a, e cioè colui/colei che, nella pausa pranzo, invece di recarsi al bar o al ristorante, mangia i cibi preparati a casa e conservati nella schiscettaDicono le statistiche che la schiscetta è, però, più femminile che maschile: il 61% delle donne sono schiscettare e giovani (tra i 25 e i 40 anni).  




(foto da internet)

Forse i maschi sono meno organizzati: all'ora di pranzo tirano fuori, quasi sempre, un triste panino oppure ingoiano il classico pezzo di pizza... Sulla scia della nuova tendenza è anche sorta una ditta Diet To Go che, su ordinazione, consegna alle 7.30 a casa, o alle 9 in ufficio, la schiscetta bell'e pronta. 
E chiaramente non potevano mancare libri, consigli, blog e ricette dedicati alla schiscetta
Tra i consigli offerti dalla rete, cerchiamo di riassumerne alcuni:
a) vietato usare il pesce, ma anche i cavoli e altre pietanze che mandano cattivo odore.
b) apparecchiare sempre un piccolo spazio, con tovaglietta e tovagliolo di carta. Non lasciare briciole.
c) chi schiscia deve spegnere pc, tablet e cellulari: quando si mangia, si mangia e basta. 
d) se preparate delle insalate, ricordate che sono da condire solo quando è il momento di mangiarle.
e) la classica, e immancabile, frittata è la regina della schiscetta. Si prepara la sera prima e si può mangiare anche fredda.
f) la pasta va bene d'estate, quando si porta da casa la pasta fredda che non ha bisogno di essere riscaldata. In inverno è meglio una zuppa veloce.
g) il dolce. Per chiudere il pranzo o anche per uno spuntino di metà pomeriggio. Niente barrette di cioccolato. I muffin, ad esempio, vanno benissimo.


(foto da internet)

E se in ufficio manca il microonde? Niente paura. Lunchbox di Yanco Design produce un contenitore con una porta usb nella base. Basta collegarla al computer, impostare la temperatura e il tempo, e il pranzo (caldo) è servito! 




(foto da internet)

Com'è lontano il vecchio portavivande! L'inseparabile compagno, negli anni '50 e '60, di operai, muratori e manovali, gente che lavorava sodo che, non potendo permettersi il ristorante, si portava da casa un po' di tutto: uova sode, spaghetti freddi, gli avanzi della sera prima, panini con la frittata o imbottiti di salame e mortadella. 
L'unica porta esistente era, allora, come avrebbe detto l'indimenticabile Jannacci, solo quella di casa (o della fabbrica) o quella che difendeva il portiere della squadra del cuore.



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