mercoledì 9 dicembre 2009

Arriva di nuovo Natale



Arriva di nuovo Natale. La gente è più falsa di prima, s'insegna ai bambini a mentire, si aiuta l'ortica a salire. Si porge la mano, si allunga la mancia, scordando di colpo però il male di pancia. La prego, si accomodi pure. Si sieda al tavolo dieci. La smetta con i complimenti, oggi siam tutti parenti. Oggi è Natale, oggi è Natale. Passati due giorni però te la faccio pagare. Questo è l'nizio di una canzone cantata da Mina, rivisitata in versione rock da Irene Grandi. Si trata di una visione a dir poco pessimista delle feste natalizie. Ma Mina e Irene non sono le sole a pensarla così...

Nel dicembre del 2004, quando in Italia spopolava l'ennesimo cinepanettone,



i fratelli Cohen osavano mostrare ai compatrioti americani la propria, dissacrante e politicamente scorretta visione di uno dei protagonisti di queste feste: Babbo Natale (Babbo Bastardo per i Cohen).



Anche la visione di Tim Burton è leggermente diversa da quella convenzionale. Ce la mostra in The Nightmare before Christmas, sicuramente la fiaba natalizia più dark di tutte. Nel film (e nel fumetto) di Burton si alternano momenti d'ilarità e altri in cui lo spirito natalizio fa da padrone.




Nel momento di crisi in cui viviamo Mò viene Natale, scritta da Renato Carosone circa cinquant'anni fa, ha un testo che rispecchia perfettamente il momento attuale, non vi pare?



E voi, da che parte vi schierate?

lunedì 7 dicembre 2009

Lo Zeitgeist di Google

(foto da internet)

In questi giorni, come ormai d'abitudine in quest'epoca dell'anno, Google ha rilasciato lo Zeitgeist 2009, ovvero, la classifica che analizza le tendenze sul web e le preferenze degli internauti sulla base delle parole più ricercate nel celeberrimo motore di ricerca. Lo spirito dei tempi o, più prosaicamente, la top ten delle parole più ricercate indica che le prime due sono "Facebook" e "Youtube", le due popolarissime piattaforme di condivisione sociale di parole, immagini, pensieri e video. Sono le due keyword che hanno mostrato un tasso di crescita più elevato rispetto allo scorso anno. Nel 2008, infatti, furono le Olimpiadi in Cina a catalizzare l'attenzione degli utenti del web.


(foto da internet)

Quello che lo "spirito dei tempi" di Google quest'anno mostra più chiaramente è che la Rete non è più percepita come un mare magnum di informazioni che, seppur utili, finivano per diventare un marasma in cui perdersi era facile. Adesso il web viene considerato uno strumento di ricerca e di condivisione più definito, probabilmente anche un modo in più per esternare e confrontare la propria personalità. Sicuramente, un'evoluzione nella gestione delle relazioni, determinata dall'immediatezza che è in grado di offrire e dalla ormai ubiqua accessibilità a internet, nonché aumentata dal valore aggiunto dai nuovi telefonini tuttofare, che, naturalmente, possono convogliare in tempo reale ogni tipo di informazione multimediale a Facebook, Youtube, Twitter, Friendfeed, Orkut e tutti gli altri spazi sociali, basta solo che ci sia campo.

(foto da internet)



Ecco tutte la top 10 italiana delle parole più ricercate in assoluto:

1. Facebook

2. Youtube

3. Libero

4. Roma

5. Meteo

6. Giochi

7. Yahoo

8. Netlog

9. Msn

10. Wikipedia


Più strutturata invece quella delle notizie e degli argomenti di cronaca più popolari del 2009:

1. Terremoto abruzzo

2. Sanremo 2009

3. Grande fratello 9

4. elezioni Sardegna 2009

5. Veronica Lario

6. Elezioni Europee 2009

7. Giuramento Obama

8. X factor 2009

9. Michael Jackson

10. Alberto Stasi

Naturalmente il sisma in Abruzzo ha catalizzato l'attenzione, ma il Grande Fratello 9 non è troppo distante e occupa una quota rilevante dei neuroni degli utenti del web. La presenza delle elezioni in Sardegna è invece un elemento importante per capire come un fenomeno apparentemente locale possa invece toccare l'interesse di tutto un paese, più delle Europee, scalzate dallaquinta posizione di Veronica Lario, la quale interessa i navigatori italiani molto più di Michael Jackson, a dispetto di una cronaca storicamente più attenta.

Particolarmente curiosa, poi, la sezione "come fare" della classifica: in cima ai desideri degli italiani ci sono i "soldi", ma stupisce il desiderio di manualità testimoniato da "collane" e "decoupage" (rispettivamente in seconda e settima posizione).


Se vi siete incuriositi potete consultare lo Zeitgeist per saperne di più, e poi, chissà, elaborare un pensiero proprio e magari condividerlo su qualche spazio "Duepuntozero"!!!

venerdì 4 dicembre 2009

Herbert Pagani

(foto da internet)


Cari chiodini, vorremmo farvi conoscere un grande artista (cantante, pittore, scultore, poeta, scrittore...) al quale affibbiare solo l'aggettivo italiano ci sembra fuori luogo: stiamo parlando di Herbert Pagani, o meglio, Herbert Avraham Haggiag Pagani.
Herbert Pagani nacque da una coppia di ebrei libici italianizzati dall'amministrazione coloniale. La separazione dei genitori, lo vide in costante trasferimento in diverse scuole svizzere, austriache, tedesche e francesi. La confusione linguistica dell'infanzia gli fece adottare il disegno come una specie di lingua franca per comunicare e per farsi capire.
Iniziò giovanissimo, a soli quattordici anni, ad esporre i suoi disegni. Dal 1964, collaborò con il Club des Amis du Livre, per il quale illustrò Brave New Wortd di Aldous Huxley a cui seguiranno la copertina de La Fantarca di Giuseppe Berto e le Cosmicomiche di ltalo Calvino.
Chine e pennelli, appunti, prose e liriche accompagneranno Pagani nel suo divenire artistico.


(foto da internet)

Oltre al disegno, Pagani scelse la prosa, la poesia scritta e cantata, l'animazione radiofonica, la scenografia teatrale, le tecniche video e la creazione pubblicitaria, come vie di comunicazione. Debuttò in Italia con un album Concerto al mattino, che riscosse un buon successo di critica e di pubblico.
Pagani incise in Italia brani molto noti come Cin cin con gli occhiali, Canta (che ti passa la paura), L'amicizia e Ahi ... le Hawaii. Degne di menzione sono anche Lombardia, versione italiana de Le plat pays di Jacques Brel e La bonne franquette. La sua migliore produzione è considerata tuttavia Albergo a ore (1970), brano che ebbe problemi con la censura e che era l'adattamento dalla versione in francese de Les amants d'un jour (cantata da Edith Piaf); la versione italiana è stata proposta anche da Gino Paoli (vedi>>) e da Ornella Vanoni (vedi>>).
Nel 1970 tornò in Francia, la sua seconda patria, e un anno dopo debuttò a Parigi con Concerto d'Italie, con una scenografia imperniata sui suoi disegni che venivano proiettati su un grande schermo. Fu il primo Diaporama in Europa, al quale seguiranno album e spettacoli, animati da nuove tecniche scenografiche e visive.
In quegli anni, Pagani viaggiò per la prima volta in Israele. Ne seguì una forte riappropriazione delle sue radici e l'immersione totale in tutta la problematica mediorientale. La pace nel mondo, e in primo luogo la pace fra israeliani e palestinesi, diventerà uno degli scopi della sua vita. Con Arringa per la mia terra uscì allo scoperto e iniziò ad impegnarsi a fondo con scritti, conferenze, congressi, spettacoli e messaggi radiofonici e televisivi.
Ebbe a cuore un altro grosso problema: la salvaguardia di Venezia. Alla città della laguna dedicò un disegno e poi un lavoro cinematografico, Venise, amore mio, che l'Unesco scelse come mezzo di informazione sui pericoli che minacciavano la città veneta.
Pagani fu autore di Megalopolis, un'opera-totale che venne scelta dal Ministro della Cultura francese per la riapertura del Palais de Chaillot al Trocadero. Per questo spettacolo vennero usate nuove tecniche di collages-xerigrafie, fotografati e proiettati in animazioni su uno schermo gigante.
La sua attività di scultore lo spinse fra i vetri gettati dai Forni di Venezia, nei depositi di rifiuti e sulle spiagge, tra quegli oggetti gettati via dal mondo dello spreco e ai quali ridiede una nuova vita e una nuova dignità nelle sue opere.
Nel 1979 scrisse il romanzo Préhistoire d'amour tuttora inedito.


(foto da internet)

Agli inizi degli anni '80 tenne la sua prima grande mostra a New York. Nel 1987 venne invitato a Parigi dal Presidente del Consiglio francese, per partecipare a Arborescence, una mostra sulla foresta e l'albero, in cui espose tre legni: Gerusalemme, Parigi e Milano d'autunno.
Nello stesso anno venne nominato Directeur Artistique du Centre Mondial de l'Heritage Culturel du Judaysme Nord Africain, museo e centro culturale nel cuore di Gerusalemme.
Il suo ultimo intervento politico fu la Lettera ai Fratelli, letta a Parigi e pubblicata in Italia dal Corriere della Sera.
Morì
negli Stati Uniti, a causa di una leucemia, all'età di quarantaquattro anni.

(A Gigi, con affetto)

mercoledì 2 dicembre 2009

Chi ha paura di Baby Fishman?


Si chiama David Fishman. Frequenta la seconda media a New York. I numerosi test di degustazione a cui è stato sottoposto hanno rivelato il suo grandissimo talento per la critica gastronomica. Si tratta del più famoso baby gourmet al mondo: ha 12 anni e collabora con la famosa Guida newyorkese Zagat e delle sue recensioni si farà presto un libro. Intanto, accompagnato dalla mamma-manager, quando può viaggia alla scoperta delle cucine del mondo. La meta di uno di questi viaggi è stata l'Italia, in occasione dell’Asta Mondiale del Tartufo d’Alba. Il suo viaggio di degustazioni per il Bel Paese lo ha portato anche a visitare la celebre Locanda del Borgo Antico a Barolo. Compagnia d’eccezione lo chef lucchese-americano Cesare Casella, l’uomo che ha lo scoperto, nonché proprietario del noto ristorante newyorkese di cucina italiana Salumeria Rosi Parmacotto.


È stato proprio in questo ristorante che Casella ha visto per la prima volta David. Se ne stava seduto solo soletto a un tavolo e prendeva appunti sul suo taccuino. Una giornalista presente in sala gli domandò cosa stesse facendo e lui le rispose che annotava quello che mangiava. Poco dopo lo avrebbe contattato Alain Richman, famoso giornalista gastronomico, che lo avrebbe portato con lui a giudicare circa una quarantina di ristoranti. E la notizia è stata pubblicata dal New York
Times.


Il giovane talento afferma di adorare il cibo e di trovare appassionante la descrizione delle sensazioni che suscita in lui questo fantastico piacere. Ritiene il cibo la sua prima passione e gli piace renderne conto e spiegare queste emozioni. Ha una spiccata preferenza per il pesce: polpo o aragosta cucinati in modo semplice. Conosce la cucina italiana che reputa diversa a seconda delle regioni. Della nostra cucina dice che non esiste una via di mezzo: o cucina semplice o molto elaborata. Ma chi ha paura di Baby Fishman? Pare che diverse persone temano il suo giudizio, altre invece non condividono il suo entusiasmo. Infatti, nonostante David abbia giudicato la sua cucina paradisiaca, lo chef di Le Bernardin, di New York non nutre alcun rispetto per le critiche di David ed ha manifestato in diverse occasioni il proprio disappunto.

Comunque vada, il baby gastronomo ha creato tendenza e i bambini sono sempre più i protagonisti del mondo della gastronomia.

lunedì 30 novembre 2009

Una pausa pranzo polemica

(foto da internet)


Il ministro Gianfranco Rotondi accende la polemica sulla pausa pranzo, dopo aver affermato: «Questo rito non mi è mai piaciuto, rovina l'armonia». Il politico tocca un tema sensibilissimo ai lavoratori. La definisce: «un danno per il lavoro ma anche per l’armonia della giornata», aggiunge: «A me - dice - non è mai piaciuta. Questa ritualità blocca l’Italia», e conclude: «Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare, ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare».

(foto da internet)


Parole che vengono lette come una minaccia, un passo verso la cancellazione della pausa pranzo, e che scatenano l’ira dei sindacati e l’ironia degli avversari politici.
Passano poche ore e il ministro precisa: «Non ho fatto nessuna proposta di abolire questa pausa - chiarisce - Ho solo detto che io l’ho abolita da vent’anni».
Rotondi si rivolge poi ai colleghi del Parlamento e propone di «chiudere la buvette» che «costa troppo e fa ingrassare i parlamentari». Precisa: «Mangiano troppo, ingrassano e questo non è sano - spiega - Non è una questione brunettiana, ma di condizione fisica».

(foto da internet)


Immediata la reazione dell'opposizione che si domanda: «Ma Rotondi ha mai lavorato?. Sembrerebbe la solita litania di un partito che ha talmente poca considerazione dei lavoratori che tutto ciò che è un loro diritto diventa un fastidio. C'è poi chi la definisce una «barzelletta», e chi, invece, crede che possa essere uno stimolo a rivedere la flessibilità degli orari per andare incontro alle esigenze di donne e famiglie.

Ovviamente, la critica più dura arriva dai sindacati, che ricordano al ministro che, se vuole dare il buon esempio non dovrebbe più andare alla buvette» o lo invitano a recarsi in fabbrica, affinché possa capire che è necessaria, o addirittura chi la vede «come un'antica ricetta della cucina dello sfruttamento».
Il ministro controbatte: «Non vado alla buvette, non pranzo da anni, ma non mi sogno di entrare in conflitto coi legittimi diritti dei lavoratori». «L’ideale - spiega - sarebbe che un lavoratore potesse scegliere».
Le parole del ministro animano anche il dibattito tra gli esperti nutrizionisti che salvano la pausa pranzo, giacché importantissima, e non dovrebbe essere mai saltata. Altrimenti si andrebbe incontro a un calo di zuccheri che di fatto ridurrebbe l’efficienza sul lavoro.

La maggior parte degli italiani non è d'accordo:





e voi??? Non è che vi fareste tentare da una pausa pranzo americana con botulino?

venerdì 27 novembre 2009

Il bestiario gastronomico


(foto da internet)

Siamo davvero un popolo di buongustai? Può darsi, ma è altrettanto vero che la nostra cultura gastronomica è abbastanza deludente, almeno secondo una recente indagine condotta dalla rivista specializzata
Le Vie del Gusto, che ha intervistato un campione di 1300 uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 55 anni.
Il 59% degli intervistati non sa cos’è il culatello. Per il 21% è il tenero fondo schiena dei bambini, per il 17% è un vezzeggiativo per lodare un bel lato B!! Pochi sanno (il 12%) che è un salume fatto col posteriore del maiale (vedi>>).
E che dire del capocollo? Per un italiano su 4 è (come dice la parola ) "la parte superiore del collo dell’uomo". Per uno su 5 è un formaggio!
Poi c'è il salame di Felino, orgoglio della cittadina vicino Parma: ebbene, un italiano su 3 pensa che sia un salume a base di carne di gatto mentre un altro su 3 crede che sia un salsicciotto a forma di micio.
Altri esempi? La tinca gobba dorata, un pesce gibboso, che viene scambiato per "un osso della gamba con una piccola protuberanza", insomma una tibia gonfia. Altri pensano, invece, che il pesce in questione abbia a che fare col nome di un vino delle Langhe!
Poi ci sono quelli che (per dirla con Jannacci) credono che le sarde a beccafico, celeberrima specialità siciliana, siano delle sarde sì, ma cucinate in salsa di fichi. Oppure essiccate come si fa con i frutti.


(foto da internet)

Andiamo ai vegetali. Il datterino non lo conosce nessuno: più che un pomodoro la gente pensa sia un dattero molto piccolo o un dolce egiziano a base di datteri.
La parmigiana, bontà di melanzane fritte, pomodoro e mozzarella, per il 40% è una ragazza di Parma (vedi>>).
Un formaggio, ossia il Murazzano piemontese, viene preso per "un muro fatto male" o per un modo dialettale di indicare il muratore.
Il formaggio di Fossa (il cui nome è dovuto alla particolare stagionatura. Vedi>>) per i più è fatto col latte delle mucche fassone.
Grande confusione anche sui condimenti: l’acidità dell’olio d’oliva per tanti è un retrogusto acre e un difetto che rende l’olio aspro. L’aceto balsamico si chiama così perché ci sono dentro delle erbe aromatiche e magari fa bene per il mal di gola (vedi>>).
Per concludere: il barricamento (tecnica di invecchiamento del vino) è una fortificazione, la dieta mediterranea è tutta a base di pesce e il marchio Docg è, udite, udite, un partito politico!
Salute!


mercoledì 25 novembre 2009

Una storia di fantasmi


Il canto di Natale è una delle opere più conosciute di Charles Dickens. L’autore lo definì una storia di fantasmi. Questo piccolo dettaglio dev’essere sembrato irrilevante a quasi tutti quelli che hanno fatto della storia un film. Sicuramente per questo le pellicole realizzate non conservano l’essenza del racconto gotico originale e sono l’ennesimo elogio alla bontà natalizia. Perché bisogna ricordare che a Natale bisogna essere buoni, ma soltanto a Natale, eh? Ebbene Robert Zemeckis si è azzardato a portare sugli schermi l’immortale racconto di Dickens. Il risultato è un film estremamente fedele allo spirito della narrazione ottocentesca.

Il messaggio Bisogna essere buoni e caritatevoli a Natale persiste, ma il clima inquietante e tetrico che circonda il personaggio principale, descritto rispettando in modo fedele il personaggio di Dickens, rendono la pellicola altamente consigliabile.


Il film narra le vicende dell’avaro e misantropo Ebenezer Scrooge (in inglese: tirchio) che nella notte della Vigilia di Natale riceve la visita di tre fantasmi, i quali gli ricordano gli errori commessi in passato, il triste e solitario presente e il tragico futuro a cui va incontro. Ad interpretare questo personaggio è stato chiamato il trasformista per eccellenza, Jim Carrey. Il regista del film, Zemeckis, gli affida non soltanto il ruolo dell’avaro Scrooge, ma anche altri sei personaggi, tra i quali i fantasmi dei Natali presente, passato e futuro. Per il resto del cast attori d’eccezione come Gary Oldman, Cary Elwes, Colin Firth, Bob Hoskins e Robin Wright Penn.

Per questo film Zemeckis usa ancora la tecnologia che ha caratterizzato le sue opere in questi ultimi anni, la tecnica della performance capture, usata già per The Polar Express (2004) e Beowulf (2007), che consente di catturare le espressioni facciali di attori reali per applicarle in seguito a personaggi virtuali animati da computer.

Prodotto dalla Walt Disney Pictures in collaborazione con la con la ImageMovers Digital, studio di computer grafica fondato da Zemeckis, “A Christmas Carol” verrà distribuito in Digitale 3-D nelle sale cinematografiche di tutto il mondo a partire dal 6 novembre. In Italia la data di uscita prevista è il 27 novembre.


lunedì 23 novembre 2009

Povera Italia!


Chi è Franco Battiato? Senz'ombra di dubbio uno degli artisti più importanti, raffinati e sorprendenti della scena italiana.
Nel 1981 ci deliziò con l’ironia tagliente di Bandiera Bianca, nel 1992 fu la volta della dolente indignazione di Povera Patria e nel 2009 è il turno della rabbia disillusa di Inneres Auge.
In ogni decennio Franco Battiato ci consegna una canzone invettiva, una perla caustica sul mondo in cui viviamo. Con Inneres Auge l’invettiva diventa dura come mai in passato. Su un tappeto elettronico Battiato sciorina un testo in cui se la prende con “il branco di lupi che scende dagli altipiani ululando”; con chi “organizza feste private con delle belle ragazze per allietare primari e servitori dello stato”. E si chiede “perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti” e “che cosa possono le leggi dove conta solo il denaro”.
Chiaro e diretto, senza fronzoli. Mentre la ritmica elettronica scandisce il tempo, Battiato continua ad attaccare la classe politica italiana. Ma alla fine subentra l’occhio interiore, il cosiddetto Inneres Auge, che indica qual è la strada da seguire per innalzarsi dal marasma di istinti primordiali. Diventa fondamentale “leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato”; e a quel punto basta “una sonata di Corelli” per meravigliarsi del creato.





Insomma, Io chi sono? Chi è? L'artista se lo continua a domandare e lo sta raccontando in un libro ancora inedito, con l'omonimo titolo: gli anni di formazione in Sicilia, l'arrivo a Milano, gli aneddoti sui primi concerti sperimentali, non tutti salutati da successo, fino ad arrivare all'oggi e all'invettiva contro la politica di Inneres Auge.
«Ho avuto un'infanzia fantastica, tribale devo dire: in casa era il dominio dei genitori, e poi fuori era tutto selvaggio, e quindi con quella saggezza che ha la vita in strada, vieni a sapere cose che in casa non verresti mai a sapere. Ho dei ricordi indelebili di quel periodo. Il profumo del mare, quando c'era, ora c'è il petrolio. I gelsomini e le zagare quando camminavi andando verso la piazza. Ho sempre considerato i profumi un linguaggio che va decodificato, interpretato. Oggi che ho una certa età, e sono alla fine del mio percorso, sta aumentando sempre di più, quello che prima era un fascino estetico e olfattivo, oggi è ancora di più una presenza, una conferma di esistenze superiori alla nostra».
A proposito di olfatto, il cantautore sottolinea che gli odori semantici sono nel gene di una perso­na e, quindi, alla sua bella terra non può non dedicarle una canzone in siciliano ovviamente:Veni l'autunnu

(xl.repubblica.it)

Qualche sera fa Battiato è stato ospite al Chiambretti Night, e il cantautore, sollecitato da Piero Chiambretti, è partito proprio dal binomio musica-politica: «La musica non si dovrebbe occupare di politica. Da cittadino però talvolta bisogna criticare chi ci governa. Io non sono politicamente impegnato, - spiega - lo sono umanamente. La vicenda Marrazzo? È l’arroganza che ti fa dimenticare che lavori per la gente che paga le tasse. Noi siamo considerati dei servi».




Eh, sì Povera Italia!!!

venerdì 20 novembre 2009

Er pizzardone

(foto da internet)


A Roma er pizzardone (l'etimologia del nome, risale alla fine del XIX secolo e deriva dal caratteristico cappello a doppia punta -detto in dialetto pizzarda appunto- che erano soliti portare i membri della polizia municipale romana nell'800) è il vigile urbano, e il vigile, per antonomasia, è senza dubbio l'indimenticabile Albertone, del film Il Vigile di Luigi Zampa, del 1961 (vedi>>).
Il grande attore italiano interpretò magistrale un povero diavolo disoccupato (Otello Celletti) che un giorno trova lavoro come vigile stradale.
In questi giorni il ricordo del film di Zampa ci è tornato alla memoria quando abbiamo appreso dai giornali che un maresciallo pugliese, il signor Cosimo Spinelli, ha diretto, come Alberto Sordi, per una ventina di minuti, il traffico di Piazza Venezia da una pedana.
Il maresciallo Spinelli scrisse, mesi fa, una lettera al sindaco di Roma nella quale manifestava il desiderio -prima di andare in pensione- di voler dirigere il traffico (impazzito) della capitale, proprio come l'indimenticabile Otello.
Spinelli ha studiato per benino la piazza, e dopo aver ricevuto il permesso dalle autorità, è salito, un sabato mattina alle 11.30, sulla famosa pedana.

(foto da internet)

Dopo aver diretto il traffico di Roma, il maresciallo Spinelli ha dichiarato: "Mi è sembrato di essere un direttore d'orchestra. Ma è stato difficile. Avevo studiato tutto per bene: vengo a Roma due volte l'anno e ogni volta mi incanto a vedere il vigile urbano lassù sulla pedana, come gesticola, come tutto il traffico di questa grande piazza dipenda da lui".
Era il suo sogno nel cassetto. E dopo 37 anni di servizio come vigile urbano a Brindisi, Spinelli ha chiuso così la sua carriera, prima di andare in pensione nel prossimo gennaio.
E voi, qualche sogno nel cassetto da esaudire in una città italiana?

mercoledì 18 novembre 2009

Caccia al tartufo

Novembre è il mese dei tartufi. Per questa ragione in quest’epoca in diverse regioni italiane è il mese del truffle hunting, ovvero della caccia al tartufo. I “cacciatori” del prezioso alimento si danno appuntamento alle 19:30 al castello di Roddi d'Alba e, guidati de un esperto trifulau, partono alla ricerca del tartufo bianco d’Alba, la varietà di tartufo più profumata e più richiesta al mondo. Quest’iniziativa è stata lo spunto per molte agenzie che hanno seguito l’esempio dei piemontesi e propongono tour simili a quelli che percorrono le Langhe in cerca del prezioso tubero. Gioacchino Rossini, che era un grande musicista ma anche un grande bongustaio, lo definì come "il Mozart dei funghi" e Byron lo voleva sempre sulla scrivania perché nutriva la sua fantasia.

Coloro che avessero voglia di gustarlo devono sapere che si può comprare soltanto se si è disposti a spendere tra i 200 e i 300 euro l’etto a seconda della pezzatura, vale a dire 2 euro al grammo circa, contro i 4,50 del caviale Beluga e i 10,30 di un grammo d’oro. Ma perché si tratta di un alimento così caro? Il tartufo è in realtà un fungo sotterraneo che non si può coltivare, giacché persino se si distribuiscono sulle radici di una quercia delle spore di tartufo, possono passare almeno dieci anni prima che il fungo possa maturare. Inoltre dagli anni '50 in poi c'è stato un calo nella produzione del tartufo bianco che associato all'aumento della richiesta del prodotto a livello mondiale ha fatto aumentare vertiginosamente i prezzi di questo fungo. Ma non è tutto: i migliori esemplari di tartufo bianco si battono all'asta e raggiungono cifre astronomiche. I cinque tartufi battuti alla XI Asta Mondiale del Tartufo Bianco d'Alba sono stati i seguenti:

1º Tartufo (Enaudi) di 260grammi battuto a 4.000 euro
2º Tartufo di 320 grammi battuto a 6.200 euro
3º Tartufo (Robaldo) di 200 grammi battuto a 5.000 euro
4º Tartufo (Bera) di 385 grammi battuto a 7.700 euro
5º Tartufo di 455 grammi battuto a 9.000 euro
Un imprenditore del cuneese ha acquistato il tartufo di 385 grammi per donarlo alla comunità di Don Ciotti. Non c'è che dire: in epoca di crisi non c'è niente di meglio che donare tartufi carissimi ad una comunità religiosa!
Ci azzardiamo a proporvi alcune ricette a base di tartufo, non si sa mai che tra di voi ci sia un Paperon de' Paperoni che possa permettersi di cucinare qualcosa con questa prelibatezza!

lunedì 16 novembre 2009

I dialetti italiani prendono il volo

(foto da internet)




«Signore e Signure benvenute a tutte quante 'ncopp'a 'stu volo 'e l'easyJet». Ma anche «Sciuri e sciure, benvegn a bord de chel vul chi easyJet» o, ancora, «Sennoris et sennorasa. beni benius a custu bolu de easyJet». Potrebbero essere in dialetto gli annunci di bordo nei voli in Italia della compagnia low cost inglese, che, cavalcando la polemica sull'introduzione dei dialetti a scuola e nelle amministrazioni pubbliche, sta valutando di introdurre negli annunci di bordo i dialetti della città di partenza e di destinazione.
Una volta decollata la polemica c'è chi, come easyJet, prende in seria considerazione la possibilità di "sdoganare" e valorizzare i principali idiomi regionali introducendoli sui voli di linea nazionali.
Così, ad esempio, sul collegamento tra Milano Malpensa e Napoli Capodichino l'italiano e l'inglese potrebbero in futuro essere affiancati dal lumbard e dal napulitano, mentre a Cagliari ci sarebbe la versione in sardo.

«Il nostro interesse per l'uso dei dialetti a bordo nasce dalla volontà di essere sempre più vicini alla quotidianità dei nostri passeggeri e di dare loro un segno tangibile del fatto che sentiamo l'Italia come la nostra seconda casa», spiega Thomas Meister, Marketing manager easyJet per l'Italia. «Inoltre - prosegue - ci sembra bello far riassaporare ai nostri passeggeri l'emozione di trovarsi a casa già dal momento in cui salgono a bordo di un aereo easyJet».

Annuncio di bordo in italiano:
Signore e Signori benvenuti a bordo di questo volo easyJet.
Per ragioni di sicurezza vi preghiamo di sistemare il bagaglio a mano negli alloggiamenti sopra di voi o sotto la poltrona di fronte a voi. Vi preghiamo di fare attenzione nell'aprire le cappelliere in caso qualcosa cada. Vi preghiamo di accomodarvi al vostro posto e di allacciare la cintura di sicurezza.
Vi informiamo che su questo volo non è consentito fumare.





Annuncio di bordo in dialetto milanese:
Sciuri e sciure, benvegnü a bord de chel vul chi easyJet.
Per resün de sicüresa se cunsiglia de sistemà la valis sura de vi alter e sota la pultrona in facia a vi alter.
Ve pregum de fa atensiün nel dervì l'antina sura i test nel caso qui cos el burlà giò.
Ve pregum de acumudas ai vostri post e lacià la cintüra de sicüresa. Per vostra infurmasiün, su chel aeroplano chi, se po minga fumà.




Annuncio di bordo in dialetto napoletano:
Signore e Signure benvenute a tutte quante 'ncopp'a 'stu volo 'e l'easyJet.
Pe' questione 'e sicurezza v'arraccumannammo 'e mettere 'e bagaglie a mano int'agli armadietti 'ncapa a vuie o sott'a pultrona annanze a vuie.
V'arraccumannammo 'e ve sta accorte quanno arapite 'e cappelliere casomaie care quaccosa.
V'arraccumannammo 'e v'assettà 'o posto vuosto e v'attaccà 'a cintura 'e sicurezza.
A titolo di informazione 'ncopp'a st'aereo nun se po' fumà.







Sulla scena politica italiana si tratta di una battaglia della Lega sugli idiomi regionali, - rilanciata in estate da Umberto Bossi, che è già approdata in tivù. Infatti, ogni sabato alle 21.30 l'emittente leghista TelePadania propone il telegiornale in dialetto. La prima puntata è stata condotta in bergamasco dal consigliere regionale Daniele Belotti, il promotore del tigì, che ha spiegato i temi trattati nell'ultima settimana da giunta e consiglio regionali.





Non molto tempo dopo è toccato al sindaco di Milano, Letizia Moratti, vedersi tradotta in dialetto durante l'intervento alla festa provinciale della Lega. E proprio a Milano sono già cento le scuole elementari e medie che hanno introdotto le lezioni di dialetto per i loro alunni e studenti: un progetto fortemente voluto dall'assessore comunale leghista Massimiliano Orsatti. A Como, poi, un assessore leghista, dopo aver registrato con la propria voce un messaggio in dialetto sul centralino del Comune, adesso si accinge a celebrare matrimoni in vernacolo.

Che sta succedendo e che cosa succederà?

mercoledì 11 novembre 2009

Nella mia vita segreta ... io dipingo


In my secret life è il titolo di una canzone di Leonard Cohen (ascolta >>). In my secret life. Voci su tela dal mondo della musica e dello spettacolo è invece il titolo di una mostra con cui il curatore, Massimo Cotto, rende il suo personale tributo al grande cantautore americano. E per farlo si serve di un'originale ed inedita esposizione che raccoglie le opere realizzate da oltre settanta artisti italiani ed internazionali molto noti al grande pubblico: da Leonard Cohen a Frank Zappa, da Tiziano Ferro a Giorgia, da Francesco Renga a Laura Pausini. Musicisti e cantanti di grande fama cui si affiancano personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo come il giornalista tv Vincenzo Mollica, lo scrittore Giorgio Faletti, il premio Nobel Dario Fo, l'autore di fumetti Milo Manara. Fort Bard la poderosa fortezza alle porte della Valle d'Aosta ospita la mostra che chiuderà i battenti il 22 novembre 2009.
In seguito potete ammirare il contributo di alcuni cantanti italiani alla mostra. Se cliccate sul nome dell'autore dell'opera, ascolterete una sua canzone. Scriveteci un commento e fateci sapere se preferite il cantante o il pittore.

Laura Pausini - Rock evolution

Tiziano Ferro - Angel

Syria -Airis

Francesco Bianconi (Baustelle) - Sein und zeit

Red Canzian (I Pooh) - Caccia in palude

Jovanotti - Safari jam


Federico Zampaglione (Tiromancino)

Giorgia -Eva

Paola Turci - Il soffio della vita

Alberto Fortis - Anna

Arisa - Casa dolce casa

Carmen Consoli - Contaminazioni

Luca Carboni - Gaetana

Franco Battiato - Autoritratto con Stockhausen, tuba di Paperon de’ Paperoni, tovaglia coi cuoricini, quadro di papaveri, sole dei teletubbies e scritta in sanscrito che significa “Briscola, stronzo!”

Andrea Bocelli - Ahio