mercoledì 21 maggio 2008

La moda in Dress Crossing e Swapstyle

(foto da internet)


Se gli stipendi a mala pena permettono di arrivare a fine mese, figuriamoci lo shopping a che posta sta!!! Un vizio, o un piacere, inutile che tenta più o meno tutti. Il problema è sempre lo stesso: amare la moda (non parliamo poi di quella alta) è incompatibile con uno stipendio più o meno normale, i capi di haute couture raggiungono dei prezzi davvero astronomici e una persona comune riesce a permettersene davvero pochi ( o, forse, nessuno) all’anno.
Che fare se ci sono pochi soldi in tasca e, in alcuni casi, una voglia inspiegabile di griffe?

(foto da internet)


Basta trovare qualche amica (lo shopping è soprattutto targato rosa) dai simili gusti e dalle analoghe pulsioni, formare un gruppo d’acquisto e comprare, con una cassa comune, tutti i must di stagione senza finire sul lastrico, e con la possibilità di farli “girare” fra i membri del gruppo.
Pioniere del fenomeno sono quattro amiche londinesi, fashion victim, che hanno fondato una “cooperativa dello stile”, acquistando tutto in comune. Il termine per indicare questo nuovo modo di fare shopping è Dress Crossing, che arriva dopo il successo su internet delle borse in affitto.
Suscita due soli dubbi (e , forse anche qualcuno in più): se si frequentano gli stessi giri, e si viene invitate alle stesse cene, feste, serate, in base a quale criterio la pochette di Gucci dovrebbe essere usata da Tizia piuttosto che da Caia, e l'abitino di Prada indossato da Sempronia e non da una delle altre?
E poi, come si fa a essere sempre d’accordo sui capi da acquistare?


(foto da internet)

Attenzione, ancora, un'altra novità: l’ultimo grido è lo Swap Party, una specie di "festa del baratto" a costo zero. Niente più mercatini o bancarelle, l'appuntamento è a casa, tra amiche. Basta mettere insieme un nutrito gruppo (di donne), pronte a portare abiti, accessori, ma anche libri, dischi etc. E con lo Swap Party si può rinnovare il guardaroba senza spendere nemmeno un euro: nulla è in vendita, solo merce di scambio. Cambi di stagione, acquisti frettolosi, shopping poco attento e regali non graditi diventano così risorse inesauribili. E permettono di rinnovare il proprio armadio davanti a un aperitivo o un tè, in compagnia di amiche e conoscenti. Per le pigre irriducibili, lo swapping è anche online: in solitudine, davanti a un computer (ma è senz’altro più rischioso).
L’importante è risparmiare, e, in questo modo, stare al passo con la moda senza finire al verde non sembra una cosa impossibile.

martedì 20 maggio 2008

Pari opportunità?

(foto da internet)


Alcuni post fa leggevate di Mara Carfagna, bella ministro del governo Berlusconi. Oggi ve ne parliamo ancora, perché è notizia in diversi quotidiani italiani e stranieri. Infatti, in occasione della IV giornata mondiale contro l’omofobia, la ministro per le pari opportunità, facendo onore al suo incarico esprime "il convincimento mio personale e delle istituzioni governative che in una società evoluta non c'è spazio per ogni tipo di discriminazione; pertanto anche l'omofobia va contrastata con la forza dell'educazione civica e del rispetto".

Fin qui il suo ragionamento non fa una grinza e rispecchia il desiderio di rispettare “anche” le pari opportunità degli omosessuali. Ma, purtroppo, la cosa peggiora quando l’ex-soubrette riapre la bocca: “A questo atteggiamento deve corrispondere la sobrietà delle manifestazioni della comunità omosessuale che non dovrebbe mai scendere nell'esibizionismo e nel folklore" e aggiunge: «Penso che l'unico obiettivo dei Gay Pride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso esser d'accordo ». Queste puntualizzazioni riportano alla mente le dichiarazioni fatte dalla Carfagna quando era deputato di Forza Italia, nelle quali manifestava che i gay sono “costituzionalmente sterili” e che “per volersi bene il requisito fondamentale è procreare”. La ministro, che apparentemente tutela “anche” le pari opportunità degli omosessuali, in quest’occasione è stata molto attenta a non ripetere quanto detto precedentemente perché avrebbe potuto destare l’ira della comunità gay.

La reazione del collettivo interpellato non si è fatta attendere e Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell’Arcigay, lancia un appello alla ministro: "si informi bene sulla comunità omosessuale prima di parlare e scoprirà, con suo grande stupore, che il Gay pride e le iniziative di oggi sono delle feste, nate per gridare al mondo che, dopo secoli di clandestinità, finalmente ogni esponente lgbt puo' essere ciò che è senza vergognarsi".

lunedì 19 maggio 2008

3 T


(Foto da internet)



Tic, titolo e Travaglio sono le tre T di cui vorremmo parlarvi.

Prima T: iniziamo dalle Tic, a cui dedichiamo, di solito, uno spazio mensile. Sabato 17 maggio si è festeggiato in Spagna il Día de Internet. Ci uniamo ai festeggiamenti, ricordando i cambiamenti che abbiamo vissuto come docenti con l'avvento di Internet: dalla ricerca di informazione e di materiale vario da utilizzare a lezione, alla nascita di questo blog che ha contribuito a creare un contesto di comunicazione per gli studenti (e i docenti) d'italiano L2.
La Rete ci ha permesso di lanciare delle iniziative collaborative che hanno riscosso un buon successo tra i nostri allievi, cambiando completamente l'approccio allo studio della lingua italiana. Progetti futuri? L'uso del video, del podcast e della piattaforma Ning...

Cogliamo l'occasione per diffondere tra i nostri colleghi l'iniziativa di Lourdes Barroso volta a richiedere il riconoscimento ufficiale delle pubblicazioni online.


Oltre alla giornata dedicata ad Internet, sabato 17 si è celebrata la Giornata mondiale contro l'omofobia. La Rete, e in questo caso You tube, aderisce alla camapagna stop omofobia che condividiamo:













Seconda T: quella di Travaglio.
Vogliamo annunciarvi un'interessante iniziativa promossa dal blog di Beppe Grillo che ha per nome Passaparola: ogni lunedì, alle ore 14, Marco Travaglio parlerà in diretta streaming sul blog del comico genovese.




    passaparola



Chiunque potrà trasmetterlo in diretta dal suo blog seguendo le istruzioni del post.



(Foto da internet)

Perché Travaglio sul blog di Grillo? Bé, perché in questi giorni c'è in giro una sorta di fuoco incrociato contro il giornalista torinese, reo, secondo alcuni quotidiani italiani, di aver citato le presunte relazioni dell'attuale presidente del Senato, Renato Schifani, con ambienti e personaggi mafiosi. E' vero che Travaglio non aveva di certo usato i guanti bianchi nei confronti di Schifani durante l'intervista realizzata da Fabio Fazio a Che tempo fa, ma seminare il dubbio, come ha fatto il giornalista Giuseppe D'Avanzo su La Repubblica, sulla contiguità di Travaglio a personaggi mafiosi è preoccupante. D'Avanzo definisce Travaglio come "un’agenzia del risentimento" e lo accusa di utilizzare "un metodo di lavoro che non informa il lettore, lo manipola, lo confonde" e, in ultima istanza, di "indebolire le istituzioni".
Da queste pagine vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Marco Travaglio e aderiamo all'iniziativa di Passaparola e di Senza bavaglio che vi preghiamo di diffondere.




(Foto da internet)

Terza e ultima T: titolo; ovviamente quello del nostro blog. Abbiamo ricevuto e pubblicato un commento di un lettore anonimo (purtroppo!) che scrive:


"Ho sempre sentito dire chiodo scaccia chiodo e non schiaccia: infatti per togliere un chiodo lo devi sCACciare sia pure con un altro chiodo, perchè se lo si sCHIaccia col cavolino che lo togli, quello rimane dov'è sia pure deformato. Prima d'insegnare occorre imparare".

Il commento ci è sembrato pertinente, ma l'ultima frase è poco elegante. Comunque, per i lettori anonimi, professori universitari ed altri che si sono interessati al titolo del nostro blog, diremo che il blog non l'abbiamo battezzato noi. Il nome è stato scelto da Antoni Navarro, responsabile dell'area linguistica del Cefire di Sagunt, alcuni anni fa, in una riunione sulle Tic, quando nessuno di noi sapeva ancora usare questo strumento. Non l'abbiamo cambiato per una lealtà antica nei confronti del nostro collega. Siamo fatti così.

domenica 18 maggio 2008

Immigrazione: la politica italiana vista dal di fuori

(foto da internet)

Data l'aria che tira in Italia - pacchetti sicurezza, annunci di misure straordinarie, esplusioni di massa, limitazione dello spazio di libera circolazione Schengen, ronde contro gli zingari e molotov contro le baracche - Viktoria Mohacsi, rom di origine ungherese, dal 2004 eurodeputato dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (Eldr), è stata spedita proprio qui «per vedere e per ascoltare».
Con quella faccia da gitana, è proprio il caso di dire, ha l’incarico di monitorare le condizioni di vita dei 150 mila gipsy che vivono in Europa. Ha visitato il campo nomadi della capitale e poi quello di Napoli. «Attenzione, c'è un bruttissimo clima. [...]. La mia relazione al Parlamento europeo su quello che ho visto in Italia racconterà di questo clima. E sarà molto dura».

(foto da internet)

«Ho visto più di mille persone che vivono in condizioni orribili, [...] non sono garantite le minime condizioni di igiene e di sicurezza. Non c’è acqua, non c’è corrente elettrica, le persone vivono in baracche fatiscenti, umide, sporche, tutto è assolutamente precario. Sono negati i diritti umani e civili basilari come l'assistenza sanitaria e l'accesso alle scuole. Non esiste nulla di simile negli altri paesi europei».
Si fa troppa confusione; si crede che «gli zingari sono tutti rumeni e comunque sono tutti criminali. Non è così. La responsabilità della politica è proprio questa: aver semplificato il messaggio. Non è affatto positivo per un partito come quello che ha vinto le elezioni in Italia che la campagna elettorale si sia basata soprattutto sul sentimento antirom. Questa non è politica. Crea solo risentimento, incita all'odio, a sparare nel mucchio».

(foto da internet)

Dal governo, a quattro giorni dall'approvazione del pacchetto sicurezza, il ministro dell'interno Roberto Maroni torna sulle proposte che avanzerà ai colleghi dell’esecutivo: «Non ci può essere sanatoria per chi è entrato irregolarmente, per chi violenta una donna o rapina una villa, ma terremo conto naturalmente di quelle situazioni che hanno un forte impatto sociale, come il caso delle badanti. Escludo la possibilità di fare delle sanatorie, la sanatoria appartiene alla stessa categoria dell'indulto e noi siamo contrari all'indulto e alle sanatorie indiscriminate».


(foto da internet)
Dalla Spagna arrivano le prime critiche alla politica italiana in materia di immigrazione, che la numero due dell’esecutivo di Zapatero, María Teresa Fernández de la Vega, ha definito xenofoba. La vice-presidente si è riferita agli arresti di massa degli ultimi giorni ed ha precisato che «il governo spagnolo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell’immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri». Esistono, ha ricordato ancora, «meccanismi legali per arginare l'immigrazione clandestina. Sono questi i meccanismi da utilizzare, e non altri». Subito il ministro degli esteri italiani risponde «Da parte della Spagna non c'era nessuna intenzione di accusare e rimproverare il governo italiano». E sulla stessa linea il premier spagnolo cerca di chiudere ogni polemica, dichiarando: «Non c'è stato nessun incidente, nessun problema». Riferendosi alle dichiarazioni della vice premier, Zapatero ha quindi affermato che «la vicenda è stata chiarita» , ma da fonti della delegazione spagnola al vertice di Lima hanno detto, dal canto loro, che «i governi di Spagna e Italia hanno concordato che si è trattato di un malinteso».
Con o senza malinteso, sta di fatto che la politica italiana sull'immigrazione fa discutere dentro e fuori casa.

sabato 17 maggio 2008

Tanti auguri di Buon Puffleanno!


(foto da internet)

«Chi siano non lo so, gli strani ometti blu…», cantava Cristina D'Avena nella nota sigla televisiva (guarda video). E invece tutti sanno chi sono i Puffi, i simpaticissimi personaggi nati quasi per caso, nel 1958, dalla matita del disegnatore belga Pierre Culliford, in arte «Peyo». Per festeggiare il cinquantesimo «Puffleanno» è stato organizzato una tournee europea, Happy Smurfday, che farà tappa a Milano venerdì 16 e sabato 17 maggio.

Fin da venerdì mattina la città sarà «invasa» da 5000 puffi in gomma, tutti bianchi, disseminati in luoghi a sorpresa. Alle famiglie il compito di «adottarli» e magari di colorarli, per partecipare al concorso promosso da «Il Giornalino» e dalla Fondazione Franco Fossati. Il cuore della manifestazione sarà il Castello Sforzesco, dove già da venerdì si svolgeranno laboratori per le scuole e sarà presentato il Puffo gigante (alto 1.60 cm) vestito da Benetton: andrà all'asta per l'Unicef. Alle 16.30 festa con concerto, merenda e proiezioni di episodi «cult» all'Atelier Gluck.


Sabato 17 si svolgerà festa «puffosa» al Castello. Nel Cortile delle Armi sarà allestita una mostra sulla storia dei Puffi; e poi proiezioni, lezioni di tiro con l'arco e «Pompieropoli» con i Vigili del Fuoco. Si esibiranno i comici Skanzio e Pikkio, il coro Aghelion Green di Nembro, il coro degli alunni dell'Istituto Gonzaga e l'associazione Educarte. Non poteva mancare Cristina D'Avena.


(adattato da corriere.it)

venerdì 16 maggio 2008

Novecento a fumetti


(foto da internet)

Dopo l'adattamento cinematografico di Giuseppe Tornatore (vedi>>), Novecento diventa un fumetto. Alessandro Baricco ha riscritto infatti, per il settimanale Topolino, uno dei suoi più famosi testi: il monologo Novecento, (ri)intitolato, per l’occasione, La vera storia di Novecento.

La storia è stata sceneggiata da Tito Faraci e disegnata da Giorgio Cavazzano. In La vera storia di Novecento, Topolino racconta a Minni la storia di un personaggio eccezionale, il pianista Novecento, ovvero Pippo. Novecento è il pianista del transatlantico Virginian con il quale il trombettista Topolino ha suonato per molti anni. Topolino narra le straordinarie qualità dell’amico Pippo, un pianista eccezionale che però ha un’altra particolarità che lo rende assolutamente unico: non è mai sceso dal Virginian. La storia, davvero speciale, diverte ed emoziona grazie alla magia dei personaggi Disney.







Gli appassionati dei fumetti made in Disney, potranno (ri)leggere Novecento, grazie alla magnifica narrazione di Pippo, Topolino, Minni e Basettoni, il comandante del Virginian!

giovedì 15 maggio 2008

Musei e mostre su internet

(foto da internet)

Somiglianze, combinazioni e contaminazioni fra memoria e nuove tecnologie saranno al centro di Memoria 2.0, un seminario internazionale organizzato a Torino, in questi giorni, per tracciare il percorso che sta portando sempre più la concezione di memoriale da una dimensione “monumentale” ad una “virtuale”. La memoria collettiva, infatti, antico fenomeno di social-networking, nonché fondamento ed espressione delle identità dei gruppi sociali, ha trovato nel linguaggio dei nuovi media la giusta espressione e, negli ultimi anni, le iniziative web di musei e associazioni si sono moltiplicate.
Organizzato da Museo Diffuso della Resistenza, da ACMOS e dall'Istituto Giorgio Agosti, con il patrocinio del Politecnico di Torino, l'evento ha il sostegno della Commissione Europea, della Regione Piemonte e della Città di Torino.

(foto da internet)

Sono sempre di più le istituzioni prive di una collezione o di documenti, che cercano di suscitare emozioni attraverso un'attenta scelta del formato museografico. Musei di memorie, di pensieri, di idee. Allestimenti sempre più tecnologici e scenografici che suppliscono all'assenza di oggetti e materiali. In realtà, si tratta di creare servizi alternativi, e in alcuni casi sostitutivi, del classico museo, come il Tech Virtual Museum Workshop, il museo virtuale che permette agli utenti di creare i propri progetti espositivi, entrare in gruppi di lavoro e creare le proprie esposizioni online. «I musei attraverseranno una evoluzione simile a quella che ha radicalmente cambiato internet - spiega Nina Simmons, curatrice del blog Museum 2.0, che esplora opportunità e difficoltà dell'integrazione tra web 2.0, musei e memoriali -. Fino ad ora sono stati come i siti tradizionali: fonti autoritarie di contenuto, che vedono gli utenti come consumatori. La sfida è trasformarli in piattaforme dinamiche di generazione e condivisione dei contenuti».


Un obiettivo condiviso da "Stories on geographies", l'iniziativa web che verrà presentata da PerformingMedia lab di Acmos nell'ultimo dei tre giorni di lavoro del seminario. A cavallo tra Google Maps e un atalante storiografico, il progetto è un «geoblog europeo della memoria», ovvero una mappa partecipativa on-line dei luoghi della memoria dell'Europa. Il servizio, già sperimentato a Torino nella primavera del 2006, si configura come un nuovo spazio pubblico virtuale, dove a parlare sono i luoghi e le persone che li attraversano. Lo scopo di Stories on Geographies, è contribuire a creare «una memoria sociale europea, condivisa, che possa rimanere intatta con il trascorre del tempo» utilizzando il linguaggio dei nuovi media. «Il geoblog è una piattaforma collaborativa, perché stimola alla collaborazione, non solo tra utenti, ma anche tra media, storia, cittadinanza e tra docenti, studenti, istituzioni». Sottolinea la presentazione del geoblog: «un ambiente interattivo in cui esplorare e sperimentare l'idea di Europa unita nei linguaggi e con le sensibilità dei nuovi media». Sulle mappe satellitari sono segnalati i luoghi della memoria storica dell'olocausto e della resistenza ai nazifascismi di tutta Europa. Musei, associazioni e semplici utenti potranno associare ad ogni luogo commenti, media e link, come in una mappa di Google.

mercoledì 14 maggio 2008

L'intramontabile Mr. Linea

(foto da internet)

La Linea (nel primo storyboard Mr.Mark) fu creato da Osvaldo Cavandoli nel 1969 e divenne famoso grazie ad uno spot del Carosello che pubblicizzava la Lagostina. Il lineare disegno, con la forza della semplicità, portó una ventata di nuovo nel cinema d’animazione dell'epoca ed ebbe la possibilità di uscire alla luce perché l’Ingegnere Emilio Lagostina seppe coglierne il potenziale rifiutato da parecchie altre ditte.

Cava riuscì con pochissimi ma essenziali dettagli a ricreare le sembianze di un omino deciso e intransigente, ma divertentissimo. Di grande aiuto fu anche Carlo Bonomi che diede voce al personaggio servendosi di una curiosa parlantina inventata per gioco da ragazzino. Quei suoni articolati privi di senso compiuto, che spesso diventavano termini dialettali o velate imprecazioni, aggiunsero una notevole espressività ad un personaggio già di per sé carico di forte personalità.

(foto da internet)

Sin dalle prime apparizioni, il personaggio riscosse numerosi successi, in Italia e all’estero, tanto che ottenne numerosi premi nei festival d’animazione dell’epoca, a Zagabria nel 1972 e ad Annecy nel 1973. L’enorme popolarità sfociò in un primo momento in una striscia a fumetti e dopo in un libro intitolato La linea, edito da Bompiani Editore. Quando il Carosello finì, Cavandoli raccolse le avventure della suo omino in una serie di cartoni animati, rielaborando e riproponendo in televisione le gag più riuscite, ma senza il finale “Lui cerca Lagostina, la cerca e qui la trova”. Ma nonostante il distacco dal marchio, la RAI non concesse una seconda opportunità al personaggio, ormai famoso come l’omino Lagostina, sebbene il pubblico, italiano e non, reclamasse insistentemente nuovi episodi. Il desiderio dei telespettatori fu esaudito e dal 1977 al 1979 vennero realizzati per la televisione una cinquantina di nuovi episodi.

(foto da internet)

Nel 1978 Osvaldo Cavandoli produsse anche un episodio special dal titolo Sexilinea, in cui Mr. Linea ha un personalissimo approccio con il mondo dell’erotismo, che ottenne numerosi successi in diversi festival internazionali. Nel 1988, vide la luce il secondo episodio sexy, di 6 minuti, intitolato Eroslinea, in cui il nostro antieroe è alla ricerca di una compagna, con la quale abbandonarsi ad effusioni erotiche.

Negli anni successivi, La Linea ha sempre prestato la propria immagine per campagne di sensibilizzazione di vario genere, è stata protagonista di vignette satiriche sulla nostra società e la politica dei partiti, ma ha anche ispirato altri artisti, come i Jamiroquai che omaggiarono il personaggio di Cava nel video della canzone Don’t Give Hate a Chance (guarda video), in cui riscontriamo tutte le caratteristiche principali create da Cavandoli, come la mano che interviene per disegnare nuovi oggetti e la linea orizzontale.

martedì 13 maggio 2008

A far l'amore e ad arare...





(foto da internet)



C’è un vecchio proverbio contadino che dice: “A far l’amore e ad arare, tutti lo sanno fare ma non come andrebbe fatto".
Non vogliamo parlarvi dell’ars amandi e nemmeno di come si dovrebbe arare un campo. Centriamoci su un convegno che si è tenuto qualche giorno fa a Praga, organizzato dall’European Society of Contraception.

Il professor Giovanni Benagiano, ginecologo all’Università La Sapienza di Roma, ha riferito che, secondo uno studio condotto sui medoti anticoncettivi, il preservativo è il metodo più usato in Europa, seguito dalla pillola e dal coito interrotto..
E fin qui tutto bene. Ma i medici si sono posti un dubbio legittimo: il profilattico verrà usato correttamente? Com’è noto la sicurezza del preservativo, nel proteggere da un gravidanza, non è mai del 100%, ma ha il grande vantaggio di mettere al riparo dalle malattie sessualmente trasmesse come l’Aids, la sifilide o la gonorrea.
La risposta alla domanda è arrivata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Selcuk, in Turchia, anch'essi presenti al congresso di Praga. Gli studiosi hanno presentato una ricerca svolta su un campione di 160 donne che hanno controllato i loro partner durante l’atto sessuale.

Risultato: numerosi gli errori fatti da mariti, partner e fidanzati. Almeno il 34% per cento cominciava il rapporto sessuale senza il preservativo e poi si interrompeva per calzarlo; il 22% non lasciava spazio in cima al preservativo (il cosiddetto serbatoio per lo sperma) e, infine, oltre il 50% non controllava, alla fine del rapporto, eventuali rotture.
Solo il 18% dei maschi aveva ricevuto una qualche informazione sul corretto uso del preservativo.










Secondo il professor Benagiano, in Italia almeno il 50% delle persone non usano alcuna precauzione al primo rapporto. Secondo l’esperto questo è dovuto alla grande popolarità che ha in Italia il sesso spontaneo che viene preferito dal 90% delle persone.
Per le donne, invece, soltanto il 13%, alla loro prima esperienza, usa la pillola. Questa mancanza di protezione al primo rapporto è diffusa un po’ in tutta Europa, ma a differenza dell’Italia, in Paesi come il Belgio e l’Olanda circa il 70% delle donne dichiara di averla usata. Secondo le donne italiane la pillola rende il sesso più spontaneo ed è il metodo contraccettivo più conveniente.


Ma non si usa! Meditate, gente, meditate!

lunedì 12 maggio 2008

Mamma mia... La ministro più bella del mondo!

(foto da internet)

In Italia c’era una volta la coppia più bella del mondo, adesso, invece, c’è la ministro più bella del mondo. È il quotidiano tedesco Bild ad assegnare l'immaginaria «corona di bellezza» alle politiche del pianeta. Ma a chi? Ovviamente a Mara Carfagna, neo-ministro per le Pari Opportunità del governo Berlusconi.
Ironizza con malizia il giornale: «Riusciranno i deputati a concentrarsi sulla politica? I dubbi sono giustificati...», e cominciano a girare foto senza veli della Carfagna. Insiste il Bild: «Ecco com'è bollente la politica italiana» e «La giurista Mara Carfagna porta un vento nuovo nel governo italiano». E ricorda, poi, come in passato Berlusconi, in uno show televisivo, dinanzi alle telecamere, aveva "flirtato" con la sua nuova ministro». «Io con te andrei ovunque, anche su un'isola solitaria. Ti sposerei subito, se non fossi già sposato».
(foto da internet)


Una carriera folgorante: dal microfono di presentatrice di Retequattro alla RAI, passando nientemeno che per la scuola del partito. Adesso il compito di Carfagna sarà quello di dimostrare che tutte hanno pari opportunità... anche le altre
A corredo dell'articolo, il Bild offre anche un video con una raccolta di filmati decisamente sexy della ministro.
Per coloro che si vogliono un po’ scervellare sull’argomento, ecco due pensieri...:
1) nel governo ultra-maschilista -e non solo maschilista- del cavaliere, molto si è parlato della difficoltà, per Zapatero, di “dominare ” tante donne (come se di bestie si trattasse);
2) come mai le donne, una volta ministro, dimenticano il loro guardaroba senza veli, e, al momento del giuramento, optano per un severo tailleur dal taglio maschile?