venerdì 31 ottobre 2014

Adami e Depero in Spagna



(foto da internet)

Per i chiodini (più vicini) due buone notizie: Valencia e Madrid ospitano due interessanti mostre degli artisti
Valerio Adami e Fortunato Depero.
Valerio Adami espone a Valencia, a l'Almodí, fino al 6 gennaio 2015 e la Fondazione Juan March, con sede a Madrid, dedica a Fortunato Depero una mostra retrospettiva.


(foto da internet)


Valerio Adami (Bologna, 1935), fu influenzato, agli inizi della carriera, dall'opera di Francis Bacon e, successivamente dalla pittura astratta e dalla Pop Art, per sfociare, nella maturità artistica, in una tecnica particolarissima, in cui presenta un'opera basata in una sorta di racconto a fumetti fantastico e ironico dove, in interni spersonalizzati, vengono dipinti oggetti banali, assunti come simboli, anche sessuali, della modernità. 
Il suo stile, facilmente riconoscibile,  si basa su una materia cromatica liscia e continua, dentro i chiari recinti neri del disegno.


(foto da internet)


Fortunato Depero (1892-1960), invece, fu un personaggio di spicco del Futurismo italiano.
Fu allievo di Giacomo Balla e fece parte della cerchia del primo gruppo futurista italiano.
Nel 1915, assieme a Balla, scrisse un manifesto fondamentale: la  Ricostruzione futurista dell'universo. Balla e Depero si autoproclamarono astrattisti futuristi e inneggiarono ad un universo gioioso, "coloratissimo e luminosissimo", in cui cercarono un avvicinamento alla gente mediante la pubblicità, l'arredamento, gli allestimenti teatrali, la moda, l'architettura, l'arte postale, ecc.



(bottiglia del Campari soda disegnata da Depero. 
Foto da internet)


Nel 1918, in collaborazione con lo svizzero Gilbert Clavel, realizzò il Teatro Plastico, recitato esclusivamente da marionette. Lo spettacolo, andò in scena al Teatro dei Piccoli, a Roma. L'innovazione dell'opera, sia per l'eliminazione degli attori-ballerini, sia per le musiche d'avanguardia composta da Béla Bartók e da Gian Francesco Malipiero, causò scalpore.


(foto da internet)

Dopo la fine della prima guerra mondiale, Depero fece ritorno alla sua terra natale e vi fondò una Casa d'arte Futurista, dove produsse manifesti pubblicitari, mobili, arazzi e altro che sarebbero serviti ad arredare la casa moderna. 
Nel 1924, a Milano, portò in scena il balletto meccanico Anihccam del 3000, replicato in venti altre città italiane. 
Nel 1926, espose il dipinto Squisito al selz dedicato al commendator Campari, e che segnerà l'inizio di un sodalizio professionale con la nota ditta di liquori.


(foto da internet)


Fra il 1924 e il 1928 lavorò con molte ditte, fra cui la Alberti (produttrice del Liquore Strega), la Schering (Veramon) e la già citata Campari realizzando per quest’ultima centinaia di proposte pubblicitarie, fino a diventare il più autorevole cartellonista pubblicitario futurista.
Dal 1929, collaborò con importanti riviste americane quali Vanity Fair, Vogue, ecc.
Nel 1931 pubblicò il Manifesto dell’arte pubblicitaria Futurista, in cui questa viene caratterizzata dalla velocità, la sintesi, il fascino, e da colori a tinte piatte, per poter aumentare la dinamicità della comunicazione.
Insomma, due occasioni da non perdere!













mercoledì 29 ottobre 2014

Un tesoro dell'umanità


(foto da www.repubblica.it)
Con la pasta prodotta nel mondo l'anno scorso sono stati preparati 14 miliardi e 278 milioni di piatti: un numero che da solo fa capire quanto sia amata. È un alimento che fa bene alla salute, ma anche all'ambiente e che aiuta le famiglie a trovarsi insieme, seduti a tavola e senza fretta dopo una giornata sempre di corsa. Il gradimento della pasta è confermato anche da un'indagine secondo cui il 44% degli italiani la mangia ogni giorno. E poi è un pasto facile da cucinare e da personalizzare, anche perché, a differenza di altri primi piatti più ricercati, la qualità del risultato dipende all'80% dagli ingredienti e solo al 20% dalle capacità del cuoco. In occasione del World Pasta Day, che si è tenuto il 24 ottobre a Buenos Aires si è fatto il punto sul valore nutrizionale della pasta sfatando anche alcuni luoghi comuni come quello secondo cui la pasta fa ingrassare. Lo chef Ivan Iurato, quarto classificato a Masterchef Italia 2, insegna qualche trucco per rendere creativo anche il più semplice piatto di pasta. 

(foto da www.repubblica.it)

La pasta è da sempre una componente basilare della dieta mediterranea, ossia uno dei regimi alimentari più salutari, tanto da essere stata inserita tra i patrimoni immateriali dell'umanità dall'Unesco. "Purtroppo molta gente non sa quanto possa far bene un bel piatto di pasta" commenta il nutrizionista Pietro Antonio Migliaccio. "Partiamo dal fatto che questo alimento, con i suoi carboidrati complessi a lento assorbimento, evita all'organismo bruschi e repentini picchi glicemici e, rispetto ad altri alimenti ricchi di zuccheri, garantisce un quasi immediato e prolungato senso di sazietà grazie alla presenza dell'amido. Questo è un tipo di carboidrato che non entra subito in circolo ma viene digerito molto più lentamente, smorzando quasi subito il senso di fame. Grazie al suo basso Indice Glicemico riduce la possibilità di situazioni pre-diabetiche, ed inoltre i carboidrati complessi sono indicati anche per chi soffre di pressione alta. L'amido, infatti, se abbinato ad alimenti di origine vegetale, apporta un basso introito di sodio".




Abbinata ai legumi, la pasta costituisce il "piatto unico" per eccellenza, ove le proteine dei cereali si uniscono a quelle dei legumi per arrivare ad un valore biologico paragonabile agli alimenti di origine animale. Il piatto di pasta ottenuto combinando insieme altri ingredienti salutari - come le verdure, l'olio d'oliva, i pomodori, il pesce - fornisce al nostro organismo sostanze nutritive essenziali come le fibre, le proteine e le vitamine. La pasta, poi, è un alimento importante anche per la sua versatilità nell'essere cucinata con i più svariati ingredienti: e variare la scelta nei cibi è sinonimo di benessere.

Atetnzione, però a rispettare le tre regole d'oro:



(foto da www.repubblica.it)

La prima regola per preparare un buon piatto di pasta è aggiungere il sale solo quando l'acqua comincia a bollire e, quindi, buttare la pasta quando si è sciolto completamente; diversamente l'acqua impiegherà più tempo a raggiungere il bollore. Le tre regole d'oro per una cottura ottimale sono: 1, 10, 100. Vale a dire: 1 l d'acqua e 10 g di sale (anche se si tende ad abbassarlo a 7 g) ogni 100 g di pasta secca. La pasta va cotta sempre un minuto in meno rispetto al tempo consigliato sulla confezione, perché continuerà a cuocere mentre viene scolata, condita, distribuita nei piatti e portata in tavola. Una cottura troppo breve è riconoscibile dalla persistenza di una traccia bianca e dura all'interno della pasta, mentre una cottura eccessiva la rende troppo morbida e meno digeribile. In 15 minuti circa si può preparare un ottimo piatto di pasta, con un condimento semplice e sano.

lunedì 27 ottobre 2014

Suor Cristina (e la sorella?)




(foto da internet)

Vi presentiamo Suor Cristina Scuccia, da Comiso, in provincia di Ragusa, una suora orsolina alla ribalta in questi giorni in Italia a causa di alcune dichiarazioni della cantante Madonna.
Facciamo, però, un salto indietro, quando Suor Cristina diventò un fenomeno mondiale: vinse, infatti, la competizione canora The Voice (versione italiana) su Raidue (la suora ringraziò gli spettatori e chiuse recitando il Padre Nostroe), ed ebbe un grandissimo successo, prima in tv e poi su Internet, dove in soli tre giorni il suo video raggiunse 13 milioni di clic...
Suor Cristina divenne un vero fenomeno mediatico, tanto da finire in prima pagina anche sui giornali esteri.


(foto da internet)

Ci fu senza dubbio un’abile strategia di comunicazione dietro l'ascesa della cantante religiosa, ma è anche lecito porsi una domanda banale: perché la sua presenza fece scalpore? 
Ci fu chi parlò dell'effetto Francesco, della nuova tendenza che sta vivendo la Chiesa, del bisogno di spiritualità nella gente, dell’esigenza di guardare oltre i limiti del nostro mondo. 
Ci fu chi sostenne che Suor Cristina  si presentò al grande publico come una suora di una volta, con la veste e le scarpette che usavano le maestre dell’asilo, trasudando memoria pulita, infanzia, cose buone...
Insomma, il fenomeno Suor Cristina scomodò, sociologi, politologi, musicologi, e chi più ne ha, più ne metta.
Ma torniamo ai nostri giorni. La suora siciliana è tornata alla ribalta a causa di una cover di Like a virgin di Madonna e di due tweet cha la star le ha dedicato.  


   
(foto da internet)

Suor Cristina ha deciso di stupire il mondo discografico cantando la scandalosa canzone dell’artista americana. 
La scelta di Like a Virgin, secondo quanto ha dichiarato la suora,  vuole essere testimonianza della capacità che Dio ha di fare nuove tutte le cose. 
Secondo Suor Cristina, il pezzo in questione è una canzone sulla capacità dell’amore di fare nuove le persone, di riscattarle dal loro passato... 
Ed è proprio per questo che ha voluto interpretarla, trasformandola dal brano pop-dance in una ballata romantica. 
Madonna, da lontano, ha cinguettato su Twitter: "Like a Virgin? #BitingHard", e cioè, copi alla grande!  
Ma a distanza di qualche ora dal primo tweet, Madonna ne ha scritto un secondo: "Sisters for life!" accompagnando il tutto da due immagini di un fotografo napoletano, Carlo William Rossi, in cui la star siede in posa sexy sulla cover della religiosa. Sorelle per sempre...



venerdì 24 ottobre 2014

Matera capitale europea della cultura



(foto da internet)


La città italiana di Matera è stata designata come capitale europea della cultura per il 2019. Il verdetto è stato comunicato dal presidente della Giuria di selezione Steve Green al ministro dei Beni e delle attività culturali Enrico Franceschini
La città lucana ha avuto la meglio sulle altre cinque italiane finaliste: Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena.
Con sette voti su tredici Matera è stata ufficialmente designata Capitale della cultura insieme a Plovdiv in Bulgaria. Alla città della Basilicata è stato assegnato il premio di un milione e mezzo di euro.
I cittadini hanno seguito la diretta su un maxi schermo in piazza Piazza San Giovanni, nei Sassi. All’annuncio del ministro Dario Franceschini la città è esplosa in urlo di gioia. Subito dopo sono risuonate le note dell’Inno dell’Unione europea, accompagnato da bandiere bianche e azzurre.
Matera è, probabilmente, una delle città italiane meno note ai turisti stranieri.



(foto da internet)

Offre ai viaggiatori una cornice incomparabile: i cosiddetti Sassi, che, negli ultimi anni, hanno ottenuto un riconoscimento culturale notevole e dal 1993, sono stati insigniti dall'Unesco come Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
Conoscere i Sassi di Matera (vedi>>) significa coglierne l'essenza, scoprirne la storia e le tradizione, comprendendo, al tempo stesso i valori che hanno portato i loro antichi abitanti a creare un sistema-città in piena armonia con la Natura e nel rispetto dell'ecosistema.
Per percepire l'anima dei Sassi e comprendere perché si siano fregiati di questo prestigioso riconoscimento, è opportuno partire proprio dalla definizione utilizzata dall'Unesco per descriverli:
"questo è il più eccezionale ed intatto esempio d'insediamento trogloditico nella regione mediterranea, perfettamente adattato al proprio terreno ed ecosistema. Il primo insediamento risale al Paleolitico, mentre i successivi illustrano un numero significativo di fasi della storia umana".




(foto da internet)


I Sassi rappresentano, prima di tutto, l'esempio più significativo di nucleo urbano scavato nella roccia, testimoniando, in maniera continuativa, l'arte del vivere in grotta, dal Paleolitico ai giorni nostri.
Inoltre, dall'VIII-IX secolo, nell'area di Matera e nell’altopiano roccioso delle Murge si insediarono numerose comunità monastiche benedettine e bizantine che utilizzarono le grotte esistenti e ne scavarono altre per trasformarle in chiese rupestri.
Questi insediamenti monastici, attivi per tutto il Medioevo fino all'inizio del Rinascimento raggiunsero, in alcuni casi, un alto livello di evoluzione architettonica e iconografica.
Tra i Sassi e il Parco della Murgia materana si contano oltre 150 chiese rupestri, alcune delle quali sono semplici eremi, altre sono laure e altre ancora complessi cenobitici sviluppati su più livelli.
Dagli anni ’50 Matera è stata un set naturale di numerosi film importanti, tra cui Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini e Lapassione di Cristo di Mel Gibson.
I Sassi furono abitati sino al 1952, data in cui avvenne il cosiddetto sfollamento, a causa della forte pressione demografica, e l'assenza di orti e di giardini pensili. Le cisterne erano state riadattate a monolocali in cui intere famiglie convivevano con muli e pecore in condizioni igieniche estremamente precarie. 




mercoledì 22 ottobre 2014

L'italiano che piace




(foto da www.lastampa.it)


C’è una legione di appassionati all’italiano, fuori dell’Italia. Si sono aperti ieri a Firenze gli «Stati generali della lingua italiana nel mondo» nell’ambito della XIV Settimana della lingua italiana nel mondo, organizzata dall’Accademia della Crusca e dal Ministero degli Esteri.  Due giorni di confronti e testimonianze con studiosi, scrittori, artisti. 250 milioni fra italofoni e italofili, un milione e mezzo di studenti. 
È la quarta lingua più studiata nel mondo, ma in forte calo in Europa. La scelgono gli adulti, interessati all’arte e alla letteratura (e alla cucina, perché no). Ma nella lista delle lingue da far imparare ai propri figli, resta in fondo (con un misero 2 per cento, contro il 79 dell’inglese).  

(foto da internet)

Perché il punto è: si potrebbe fare di più, e tanto, per far conoscere la nostra lingua. In Italia, attirando gli studenti europei con un “Erasmus delle arti e della musica”, come ha proposto il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Ma soprattutto all’estero: solo il 2 per cento degli europei dichiara di conoscere bene l’italiano e di comprendere le news presentate in tv nella nostra lingua. In epoca di tagli, le scuole italiane all’estero soffrono, con personale sempre più precario  (servirebbero 150 docenti di ruolo), mentre gli istituti di cultura chiudono i battenti. La situazione è difficile.



Dunque, fermo restando che la lingua di Dante ha poco a che fare con il business e che al di fuori dei nipoti degli emigrati nessuno o quasi la parla, vale la pena studiarla ancora? Naturalmente sì. In Russia, per esempio, molti sessantenni decidono di dare un tocco speciale alla loro cultura, e si lanciano sulla Divina Commedia. Non si pongono grandi obiettivi linguistici, ci provano per passione, per avvicinarsi al Rinascimento con qualche conoscenza in più. “Siamo realisti: non possiamo competere in ambito scolastico con l’inglese, lo spagnolo e neanche il cinese”; dice Marco Griffa,  direttore generale di Loescher Editore. “L’italiano si comincia a studiare all’università, o dopo, perchè serve, come dicono, per lo sviluppo personale. I più interessati sono gli europei dell’Est, che vengono a lavorare in Italia. E in Sudamerica i discendenti degli emigrati, che hanno sentito la lingua dei nonni, e vorrebbero saperne di più”.
(foto da internet)

L’importante è non scadere nello stereotipo, la lingua del Padrino, della commedia all’italiana. Conoscere quella di oggi, che si parla realmente!!!

lunedì 20 ottobre 2014

L'Anticafé



(foto da internet)

L'Anticafé, con una sola effe. proprio così(!), è il primo caffè in Italia  dove snack e caffè sono gratis...
L'Anticafé è uno spazio di condivisione pensato sia per il lavoro che per il divertimento.
Qui ci si sente a casa! È lo slogan pubblicitario dei proprietari del locale sito in Via Veio a Roma, nei pressi della basilica di San Giovanni (apre tutti i giorni fino alle 23, domenica inclusa).
Funziona così: cibo e internet sono gratis, ma si paga solo il tempo di permanenza.
L'Anticafè è un mix fra un bar tradizionale e un internet point, è  un locale dove conta solo il tempo di permanenza.
I prezzi: 4 euro per un’ora, 14 per l’intera giornata, 200 per un mese intero, ma con forti sconti per gli studenti.
Gli ideatori sono due giovani ucraini e un italiano, ispirati dai ziberflat russi.






(foto da internet)

Nel bar troverete connessione WiFi illimitata, proiettori, stampanti, scanner, libri, riviste, giochi da tavolo, tutto a disposizione degli avventori che possono usufruirne fino allo scadere del tempo acquistato.
La filosofia del locale sta nella totale libertà data ai clienti: non importa che cosa si fa, né che cosa si mangia, insomma una specie di stanza di casa nostra a disposizione.
La password per internet è sotto il portacandele, le prese di corrente dentro una botolina ai piedi del tavolo, tutto quello che c'è nella libreria è a completa disposizione..
C'è chi frequenta il locale per studiare, preferendolo alla classica biblioteca, chi viene a fare due chiacchiere, chi lo usa per fare affari...
C’è anche la possibilità di portare del cibo da casa, o di restare giusto il tempo di un caffè.
Alla fine della giornata si possono spendere 14 euro, colazione, pranzo e merenda inclusi più 10 ore di wifi, stampante gratis, carte, riviste, giochi e buona compagnia...


venerdì 17 ottobre 2014

Cibo e sesso (o sesso e cibo)


(foto da internet)

Le ostriche fanno bene al sesso? Sembra proprio di sì.  Ma nel menú erotico ben figurano le cozze e le vongole, e, attenzione,  il miele, l'avena, e poi ancora il cioccolato, lo zafferano, il basilico, le noci e le uova!
Dunque, esistono davvero i cibi afrodisiaci e non si limitano all'ormai famoso peperoncino. 
A certificare quali alimenti siano più adatti per accendere la passione amorosa (dei maschietti) non sono più le dicerie fra amici, ma il rigore scientifico. 
Le ultime ricerche in materia di alimentazione e sessualità al maschile sono state discusse durante l'87esimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Urologia che si è tenuto a Firenze il mese scorso. 
In una sessione dei lavori, che aveva per titolo Genetica e Metabolismo: maschi e femmine, l'alimentazione per lui e per lei, gli esperti hanno stilato per la prima volta una specie di menù del sesso felice per lui, con un occhio di riguardo a chi vorrebbe avere un figlio e potenziare perciò la propria fertilità. 


(foto da internet)

Allora, secondo gli urologi, è consigliabile una dieta sana ed equilibrata, basata sui principi dell'alimentazione mediterranea, come base per una buona salute sessuale. Altri cibi, oltre a quelli sopraelencati possono dare una marcia in più sotto alle lenzuola grazie ai nutrienti che contengono in abbondanza: il noto peperoncino, utile per potenziare il desiderio sessuale dei maschietti perché migliora la circolazione sanguigna nei genitali maschili e stimola la prostata; altri, meno noti e talvolta insospettabili come l'avena o il miele, riattivano la produzione di testosterone aumentando la libido grazie a nutrienti come il boro, un minerale misconosciuto. 
Nel menú entrano a pieno diritto le uova, ricche di proteine che riequilibrano i livelli degli ormoni maschili aumentando il desiderio; le ostriche e i frutti di mare, che abbondano di zinco essenziale per il liquido spermatico, poi il cioccolato, utile anche per lei perché, in entrambi i sessi, riduce lo stress e aiuta il rilascio di serotonina, il neuromodulatore della felicità. 


(foto da internet)

Che cosa mangiare per potenziare la fertilità?  Se fino a non molto tempo fa erano soprattutto le donne a fare attenzione all'alimentazione quando cercavano un figlio, ad esempio aumentando l'apporto di acido folico o preferendo i cibi a basso contenuto glicemico per evitare disturbi all'apparato genitale, gli esperti sostengono, invece, che anche i maschietti possono fare molto per essere più fertili.
A colazione, ad esempio, va benissimo una spremuta di arancia o pompelmo per fare il pieno di vitamina C, che migliora la qualità dello sperma. A pranzo, un'insalata di pomodori con basilico o arricchita di verdura a foglia verde come la rucola, per aumentare ulteriormente l'apporto di vitamina C- 



(foto da internet)

Anche i pomodori vanno bene, giacché sono ricchi di licopene, utile per prevenire alterazioni nella forma degli spermatozoi. Cavoli, broccoli, spinaci oppure i legumi possono essere un'ottima alternativa grazie al loro contenuto di acido folico, utile perché favorisce la produzione di spermatozoi; lo zafferano abbonda in antiossidanti e previene i difetti degli spermatozoi. Come secondo, fegato o pollo che contengono zinco, essenziale per un buon liquido seminale, oppure il pesce, in grado di migliorare del 20 per cento la qualità degli spermatozoi e apportare omega-3, fondamentali per gli effetti antinfiammatori e di protezione del microcircolo nell'area genitale. 
Per lo spuntino, infine, perfetta una manciata di noci, ricche di selenio per rendere gli spermatozoi più mobili e attivi. 
Da evitare, invece,  le bevande zuccherate, che se vengono consumate in eccesso apportano un carico di zuccheri troppo elevato che peggiora la microcircolazione periferica rendendo più difficile l'erezione e contribuiscono ad alterazioni degli spermatozoi.


(foto da internet)

La carne rossa va evitata a causa dell'elevato apporto di acidi grassi saturi che riducono il numero degli spermatozoi peggiorandone la qualità.
Al bando anche i fritti, merendine e tutti gli alimenti che contengono troppi grassi saturi
Infine, moderazione con l'alcol: non aiuta il desiderio perché interferisce con il funzionamento delle ghiandole che regolano la produzione degli ormoni sessuali, e può compromettere la fertilità, giacché danneggia cellule dell'apparato genitale importanti per la produzione e la maturazione degli spermatozoi.
Ragazzi, addio birrette...