venerdì 16 maggio 2014

Il maggio


(foto da internet)


Il Calendimaggio in origine era kalendae, dal latino kalare (annuncio). Per i romani indicava l'annuncio delle festività che il Pontefice Massimo dava ogni primo del mese; queste feste consistevano in lunghe processioni nei campi e riti propiziatori alle divinità agresti.
In era cristiana, e ancora tutt'oggi, tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio avvengono le rogazioni, e cioè le processioni religiose lungo le strade di campagna, un auspicio del mondo contadino per i raccolti della nuova stagione.
La festa del calendimaggio è, quindi, l'annuncio della rinascita della natura dopo i rigori dell'inverno, l'auspicio ad un buon raccolto, e in un certo senso anche il segno della rinascita dell'uomo, la vittoria della luce sul buio, della magia buona sulle malefiche stregonerie. 


(foto da internet)

Il primo maggio rappresentava il passaggio dalla paura delle forze del male alla luce della primavera e del nuovo raccolto: una nottata bene augurante per la nuova stagione.
In Italia si tengono due manifestazioni molto interessanti in questo periodo: Il Calendimaggio di Assisi e il cosiddetto cantar maggio.
Il Calendimaggio di Assisi è una rievocazione storica della Città di Assisi che si svolge il giovedì, venerdì e sabato della prima settimana di maggio. Con costumi medievali, dame e cavalieri si cantano serenate, si passeggia per le vie della Città riccamente decorate di fiori, bandiere e, durante la notte, illuminate di torce. In questa particolare cornice, spettacoli teatrali, canti, cori, concerti, danze, esibizioni di arcieri, balestrieri e sbandieratori, vedono gareggiare in una imponente sfida le due antiche fazioni medioevali di "Parte de Sopra" e "Parte de Sotto". 


(foto da internet)

L'origine della festa risale al 1927, quando cantori delle diverse cappelle cittadine si riunivano per cantare serenate, ispirandosi a consuetudini dei tempi andati.
Sospesa durante la seconda guerra mondiale è stata ripresa nel 1947 assumendo la struttura che tuttora conserva. La Città si divide in Parte de Sopra e Parte de Sotto, ed entrambe gareggiano per la conquista del Palio. La divisione riecheggia le lotte che videro le due fazioni contendersi il potere sulla città tra il XIV e il XVI secolo.
La disfida cortese di oggi è basata invece su un confronto in cui conta, per l'esito della gara, la bravura dei cori, la riuscita dei cortei in costume e la perizia nel rappresentare scene di ambientazione medievale. La preparazione dell'evento comincia diversi mesi prima, con l'ideazione, la ricerca e la documentazione in archivio e in biblioteca per la ricostruzione del Medioevo Assisano


(foto da internet)

E' il Medioevo infatti il contenitore temporale del gioco che coinvolge per tre giorni gli abitanti di Assisi; ecco quindi un garage divenire bottega d'artigiano, una via trasformarsi in mercato, fondi e piazzette diventare cucina o taverna. La musica accompagna ogni tappa del Calendimaggio, e la sfida dei cori polifonici in Piazza del Comune è il momento culminante dell'inno che le parti rivolgono alla primavera. Il Cantar maggio, invece, è un rito folklorico molto diffuso nelle campagne umbre e toscane. Esso si ripete da secoli nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, quando gruppi di ragazzi e ragazze vanno di casa in casa a cantar maggio, annunciando l’arrivo della bella stagione.


(foto da internet)


I maggiaioli, o maggerini, gente allegra e colorata,  indossano cappelli e fiori di carta, portano la chitarra a tracolla e la fisarmonica in mano. La squadra è capitanata dal poeta, al quale spetta il compito di improvvisare la richiesta di permesso ai padroni di casa, rigorosamente in ottava rima, così come il ringraziamento al momento del saluto. Altre due figure si distinguono dal coro: l’alberaio – che porta l’albero, simbolo della natura che si risveglia, solitamente rappresentato da una pianta di alloro decorata con i fiori – e il corbellaio, colui che porta il cesto (un corbello) nel quale si raccolgono le eventuali offerte.
Proprio in base a come vengono accolti, i maggiaioli intonano il loro canto, di buon auspicio o di mala sorte. Eccone uno:

"se al panier l'ovo portate
pregherem per le galline
che da volpi e da faine

non vi siano molestate"

ma se il contadino non ha offerto nulla,
gli si canterà:
"v'entrasse la volpe nel pollaio
e vi mangiasse tutte le galline
v'entrassero i topi nel granaio
e vi muffisse il vin nelle cantine
v'entrassero i topi nel granaio
e vi morissero le bestie vaccine
un accidente al padre e uno alla figlia
e un accidente a tutta la famiglia.

Vi auguriamo un buon mese di maggio!

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