In era cristiana, e ancora tutt'oggi, tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio avvengono le rogazioni, e cioè le processioni religiose lungo le strade di campagna, un auspicio del mondo contadino per i raccolti della nuova stagione.
Nel mondo contadino, la festa del calendimaggio è quindi l'annuncio della rinascita della natura dopo i rigori dell'inverno, l'auspicio ad un buon raccolto, e in un certo senso anche il segno della rinascita dell'uomo, la vittoria della luce sul buio, della magia buona sulle malefiche stregonerie; il primo maggio rappresentava il passaggio dalla paura delle forze del male alla luce della primavera e del nuovo raccolto: una nottata bene augurante per la nuova stagione.
Oggi, 30 aprile, vogliamo parlarvi di due manifestazioni molto interessanti che si tengono in Italia in questo periodo: Il Calendimaggio di Assisi e il cosiddetto cantar maggio.
Il Calendimaggio di Assisi è una rievocazione storica della Città di Assisi che si svolge il giovedi, venerdi e sabato della prima settimana di maggio. Con costumi medievali, dame e cavalieri si cantano serenate, si passeggia per le vie della Città riccamente decorate di fiori, bandiere e, durante la notte, illuminate di torce. In questa particolare cornice, spettacoli teatrali, canti, cori, concerti, danze, esibizioni di arcieri, balestrieri e sbandieratori, vedono gareggiare in una imponente sfida le due antiche fazioni medioevali di "Parte de Sopra" e "Parte de Sotto". L'origine della festa risale al 1927, quando cantori delle diverse cappelle cittadine si riunivano per cantare serenate, ispirandosi a consuetudini dei tempi andati (vedi>>).
Sospesa durante la seconda guerra mondiale è stata ripresa nel 1947 assumendo la struttura che tuttora conserva. La Città si divide in Parte de Sopra e Parte de Sotto, ed entrambe gareggiano per la conquista del Palio. La divisione riecheggia le lotte che videro le due fazioni contendersi il potere sulla città tra il XIV e il XVI secolo.
La disfida cortese di oggi è basata invece su un confronto in cui conta, per l'esito della gara, la bravura dei cori, la riuscita dei cortei in costume e la perizia nel rappresentare scene di ambientazione medievale. La preparazione dell'evento comincia diversi mesi prima, con l'ideazione, la ricerca e la documentazione in archivio e in biblioteca per la ricostruzione del Medioevo Assisano. E' il Medioevo infatti il contenitore temporale del gioco che coinvolge per tre giorni gli abitanti di Assisi; ecco quindi un garage divenire bottega d'artigiano, una via trasformarsi in mercato, fondi e piazzette diventare cucina o taverna. La musica accompagna ogni tappa del Calendimaggio, e la sfida dei cori polifonici in Piazza del Comune è il momento culminante dell'inno che le parti rivolgono alla primavera.
(foto da internet) I maggiaioli, o maggerini, è gente allegra, colorata (vedi>>). Indossano cappelli e fiori di carta, chitarra a tracolla e fisarmonica alla mano. La squadra è capitanata dal poeta, al quale spetta il compito di improvvisare la richiesta di permesso ai padroni di casa, rigorosamente in ottava rima, così come il ringraziamento al momento del saluto.
Proprio in base a come vengono accolti, i maggiaioli intonano il loro canto, di buon auspicio o di mala sorte. Eccone uno:
ma se il contadino non ha offerto nulla,






































